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Spaccio, fermati con dieci ovuli di hashish

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Una pattuglia dei carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

– Altro arresto per droga nel Viterbese.

Lo hanno eseguito i carabinieri di Cellere e Montalto di Castro, guidati rispettivamente dal vicebrigadiere Ricci e dal maresciallo Zampone.

I militari delle due stazioni, in sinergia anche con i colleghi di Canino, dopo lunghi appostamenti, hanno avuto la loro ricompensa. Da tempo, infatti, tenevano d’occhio un marocchino 24enne, residente ad Arlena di Castro, e un 26enne di Canino, arrestati ieri.

Stando alle indagini, i due si erano dati appuntamento ieri pomeriggio alle 15 in una strada tra Canino e Cellere, in località Carnecotta, vicino all’ex cementificio di Canino.

L’accordo, secondo la ricostruzione dei militari, prevedeva che l’italiano comprasse dal marocchino 10 ovuli di hashish, per un totale di 100 grammi. Stupefacente che i carabinieri hanno poi effettivamente ritrovato in tasca al 26enne di Canino, che ha subito confermato di averla acquistata dal marocchino. Su ogni ovulo, pagato 70 euro e rivenduto a 100, l’italiano avrebbe dovuto intascare 30 euro.

Per entrambi, è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio. Il 26enne è stato bloccato subito. Il marocchino, invece, portato in caserma, ha tentato la fuga dopo aver cercato di distrarre un militare chiedendogli un bicchiere d’acqua. Corso scalzo per i campi e sull’asfalto rovente, ha riportato ustioni ai piedi. In pochi minuti, i militari lo hanno raggiunto e riportato in caserma. All’accusa di spaccio si è, quindi, aggiunta, per lui, quella di evasione.

All’altro, invece, dopo il ritrovamento, in casa, di una modica quantità di marijuana e un bilancino di precisione, è stata contestata anche la coltivazione di stupefacenti.

Gli ovuli di hashish, che il marocchino avrebbe tenuto nascosti nella campagna caninese, in località La Diga, erano destinati agli acquirenti delle zone limitrofe, compresi quelli in vacanza nel litorale viterbese.

L’ulteriore perquisizione effettuata in un terreno di pertinenza del Viterbese ha permesso di trovare anche tre piante di marijuana, alte circa 1,60 metri.

Lo stupefacente è stato sequestrato.

Dopo le formalità di rito, i due sono stati trattenuti nelle camere di sicurezza della compagnia carabinieri di Tuscania, in attesa del processo per direttissima.

Il giudice del tribunale di Viterbo Rita Cialoni ha disposto l’obbligo di firma per l’italiano e il carcere per il marocchino, che aveva precedenti analoghi. Nel 2011, era stato condannato a due anni, dopo essere stato trovato in possesso di 88 ovuli. In aula ha negato la versione del 26enne, che ha ripetuto, anche davanti al giudice, di aver comprato l’hashish da lui.

Gli avvocati hanno chiesto del tempo per organizzare la difesa. La prossima udienza si terrà a fine agosto.


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