![]() Severo Bruno |
– Il concetto è complesso, visto che nasce da aspettative forse esagerate e delusioni altrettanto fuor di logica. Ma la lontananza della politica dai problemi dei cittadini è ormai un fatto evidente con cui dobbiamo fare i conti con urgenza e ad alta velocità, se non vogliamo che populisti di ogni colore ne approfittino.
Per apprezzare fino in fondo il fenomeno, basterà leggere le grandi manovre che per lo più occupano il tempo di molti esponenti politici, relative ad alleanze, a persone, a correnti e leggere di genitori che chiedono cosa far fare ai figli dopo il diploma, se consigliare di prendere una laurea o di cercare un lavoro il più presto possibile, con la disoccupazione che incombe in ogni caso, con o senza ulteriori studi e sacrifici.
La creazione di posti di lavoro grazie ad una politica di sviluppo e a scelte strategiche tempestive, con selezioni affidabili, rientra nei compiti fondamentali dei rappresentanti delle società democratiche e tale funzione diventa decisiva specie nei tempi di crisi.
Ciò posto, tutti d’accordo che a livello locale e nazionale in questi tempi abbiamo dato un desolante quadro di impreparazione, quasi che dei bravi politici si fosse persa la traccia. Giusto quindi che si ricerchino uomini nuovi, ma che si scelgano per la loro preparazione più che per predisposizione alla fedeltà, capaci di affrontare con efficacia i compiti nuovi e magari risolvere i problemi, visto mai.
Quella impreparazione ha caratterizzato la guida del paese mentre andavamo incontro alla più grave crisi economica del dopoguerra, per cui si è tollerata una sfrenata corsa a ruberie e a compensi super immeritati, con il risultato di arricchire pochissimi ed impoverire tutti gli altri, specie se giovani.
Che rispondere perciò a quelle richieste? Siamo ridotti ormai a scelte dolorose in cui lo studio può apparire addirittura superfluo, mentre mai come oggi è stato indispensabile. Ma studiare per quando? Se non è per adesso, potrebbe rivelarsi dannoso se portasse a rinviare troppo l’ingresso nel mondo del lavoro. Perciò lo studio e la specializzazione dovrebbero essere trovati nella stessa attività lavorativa, lo studente lavoratore come inizio della formazione continua. Naturalmente sono tutti argomenti da riservare agli esperti, ma è importante che diventino interessi comuni dibattuti sia in sede politica che sindacale, in ambienti nazionali e locali, perchè se continuiamo a riservarli ad altri, il risultato sarà sempre drammaticamente insufficiente.
Si pensi, come esempio negativo, a quegli amministratori locali che hanno causato danni miliardari alle proprie comunità, contraendo debiti riferiti a titoli tossici, di cui non capivano né sapevano niente. Molti istituti finanziari hanno lucrato cifre pazzesche proponendo grandi affari di quel tipo, resi anche più facili dalla mancanza di interlocutori informati, malgrado l’abbondanza di giovani professionisti specializzati, lasciati senza lavoro. E così continuiamo con l’ufficio per i passi carrabili, ad esempio, invece di istituire uffici finanziari e controlli al passo con i tempi.
Se presto, prestissimo, non si farà largo al merito in ogni competizione elettorale, la classe politica non riuscirà a guidare i cambiamenti e di conseguenza i candidati continueranno a provenire dal Bagaglino, lasciandoci, scherzando, scherzando, al punto in cui ci troviamo.
A quando una pubblica programmazione sulle cose da proporre per il lavoro, per il lavoro dei giovani, per la formazione di chi ha perso il lavoro, eccetera? Aspettiamo l’iniziativa delle forze politiche e sociali più sensibili sull’argomento, ricordando loro, però, che il problema è molto urgente e che la cura non serve per chissà quando, ma per subito, e non per l’universo mondo, perché qui e adesso si deve intervenire.
Severo Bruno
