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Unioni di fatto e gay, registro approvato

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Il consiglio comunale di Bassano Romano

Il vicesindaco Paola Marchetti

Il sindaco Angela Bettucci

– Forse a diverse persone non piacerà, probabilmente qualcun altro storcerà il naso, sicuramente non cambierà la vita a nessuno. A chi si iscriverà e a chi lo teme.

Eppure l’approvazione ieri sera da parte del consiglio comunale di Bassano Romano del registro per le unioni civili, è un gesto di una straordinaria normalità.

Da oggi coppie di fatto, dello stesso sesso e non, gay o meno, non potranno sposarsi o reclamare diritti. Eppure il segnale è forte.

In ogni caso è inutile chiedere la cittadinanza, a meno che non siate innamorati di Bassano.

Ieri sera durante la seduta di consiglio per qualche minuto è parso possibile, si poteva sfiorare l’idea che certi tabù si possono superare, che un diritto in più a una persona non lede quello degli altri.

La proposta è stata presentata dal vicesindaco Paola Marchetti e dall’assessore alla cultura Ugo Pierallini e approvata con nove voti a favore e tre contrari dell’opposizione.

La sala è gremita, l’approvazione viene salutata da un caloroso applauso. E’ evidente che si sono ritrovati in gran parte cittadini che sono a favore, per dare un sostegno.

Ma non ci sono state proteste sul fronte opposto, lamentele non se ne sono sentite. Chi è contrario se n’è rimasto a casa. Può essere disinteresse, piace pensare che si tratti di tolleranza.

L’unione civile – spiega Paola Marchetti – non è in contrasto con la famiglia, nessuna interferenza con la situazione anagrafica, è solo il riconoscimento di una tutela, una scelta di grande civiltà”.

Chi volesse iscriversi, dovrà farlo in un apposito ufficio, stare insieme da almeno un anno ed essere residente.

“Non ci vedo nulla di strano – incalza Ugo Pierallini – se tutti i comuni seguissero il nostro esempio, la situazione cambierebbe. Abbiamo evitato di spettacolarizzare questo provvedimento per un motivo semplice: per noi è una cosa normale”.

Non per la minoranza, che in questo caso si sente maggioranza in paese e Carlo Pellegrini ci tiene a sottolinearlo. Dando involontariamente un merito in più a chi ha avuto la forza d’adottare un provvedimento non popolare.

L’opposizione non si lascia convincere: registro inutile. Se proprio queste persone si vogliono tutelare che vadano dal notaio, condividano la loro situazione con i loro amici… della serie, che altro pretendono? Ragionamenti ovviamente preceduti da una precisazione: non c’è nessuna discriminazione dei gay, ci mancherebbe. Così parlò chi i diritti li ha e se li tiene stretti. Per gli altri, pazienza.

“Il registro è una provocazione – spiega Carlo Pellegrini dai banchi dell’opposizione – uno strumento inutile.

Domani ne potrei chiedere l’approvazione di un altro di persone che amano gli animali o il proprio cane”.

Ma è inutile il registro o è inutile perdere tempo a spiegarne il significato a chi fa certi paragoni?

Giuseppe Ferlicca


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