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Villa Buon Respiro, tentativo in extremis contro la chiusura

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Villa Buon Respiro

– Villa Buon Respiro, tentativo in extremis per evitare la chiusura.

Stamani a Roma incontro al San Raffaele tra la proprietà e le organizzazioni sindacali per definire i contorni di una situazione critica.

Il gruppo, attraverso una lettera inviata tra gli altri al presidente della Regione, prefetto e al ministro della Salute, comunica la sospensione di tutte le strutture che operano nel Lazio. Villa Buon Respiro compresa, che ospita più di duecento pazienti e ha 180 dipendenti.

Dando anche un termine ultimo: 48 ore. La chiusura l’azienda la imputa alla Regione.

“Da oltre ventiquattro mesi – si legge nella lettera – la giunta regionale non ci paga. Il gruppo vanta nei confronti della Regione crediti per 250 milioni di euro, da oltre sei mesi non riceve acconti”.

Il gruppo invita la stessa Regione e le Asl a provvedere sempre entro il termine delle 48 ore al trasferimento dei 2,098 pazienti ricoverati nelle tredici cliniche”. La cessazione delle attività sarebbe una mazzata anche sotto il profilo occupazionale: 2,074 persone si ritroverebbero disoccupate.

La replica della Regione non si è fatta attendere: “Attraverso le Asl competenti, sono state liquidate alle strutture del gruppo San Raffaele tutti i crediti certi liquidi ed esigibili ed è assolutamente falso che da 24 mesi il gruppo non riceve acconti. Il San Raffaele denuncia un contenzioso di 250 milioni che si riferiscono però, ad anni di gran lunga precedenti all’attuale amministrazione”.

Ma al San Raffaele non ci stanno: “I nostri crediti – replicano – sono reali e conosciuti all’amministrazione regionale”.

Poi il silenzio stampa da parte della Regione, ma è chiaro che la situazione si può risolvere solo attraverso un tavolo in cui si possano sedere anche i responsabili regionali.


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