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“Spazi e memoria” a Capodimonte

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Italo Svevo

Italo Svevo

– “Spazi e memoria”, festival teatrale diretto da Marco Prosperini, questa sera, sabato, va in trasferta a Capodimonte.

Alle 21, nello spazio teatrale La Cascina verranno rappresentati tre atti unici di Italo Svevo: “La sera del ballo”, “Terzetto spezzato” e “Una commedia inedita” con musiche originali eseguite dal vivo dal maestro Giancarlo Mici e la regia di Marco Prosperini.

Il triestino Hector Aron Schmitz, in arte Italo Svevo (1861-1928), rappresenta un’eccezione nel panorama letterario di fine ‘800 e primo ‘900.

La sua formazione è avvenuta su testi del Middle europeo, da qui anche la sua vicinanza con la psicanalisi di Freud. Grazie ad opere di successo come Una vita (1892), Senilità (1898) e La coscienza di Zeno (1923), Svevo è stato un autore che ha scritto anche per il teatro, anche se è conosciuto più come romanziere che non come drammaturgo.

Gli attori questa sera si confrontano con tre opere di non facile esposizione e di profonda analisi. Sono due gli elementi che accomunano la maggior parte delle opere di Svevo: la rappresentazione dell’ambiente: l’aver vissuto in una Trieste impiegatizia, commerciale e plebea, che ha portato l’autore ad usare questa realtà come specchio per chiarire i complicati e opposti moti della coscienza dell’uomo; i protagonisti sono personaggi frustrati, inconcludenti, incapaci, schiavi dei vizi; quelli che Svevo ha definito “inetti”.

“La sera del ballo” tratta di una giovinetta in attesa della carrozza che la porterà al secondo ballo della sua vita.

Svevo si rivela un buon interprete dell’animo femminile: con maliziosa oggettività svela le piccole meschinità, le furbizie, il senso pratico di questa piccola debuttante, “Terzetto spezzato” vede protagonista il classico triangolo: lui, lei, l’altra. La particolarità è che il marito appartiene all’altro mondo, perché defunto.

E’ proprio questo il pretesto per capovolgere quella complicità che, nella vita terrena, i due amanti avevano, al cospetto della moglie e che, ora, da morto, si ritrova contro, perché l’amante di lui, arriverà ad essere complice di sua moglie proprio per una non realizzazione d’affari.

Definito dallo stesso autore uno scherzo drammatico in un atto, “Una commedia inedita” è la prima opera teatrale scritta da Italo Svevo e inaugura quel filone dedicato al tema del matrimonio borghese e della sua metamorfosi nel terzetto formato da marito, moglie e amante.

Il testo, pur essendo evidentemente uno “scherzo”, ripercorre i temi abituali di Svevo, primo fra tutti i rapporti coniugali all’interno di un matrimonio borghese, visti attraverso la lente dell’ironia e con il consueto distacco lontano da ogni illusione romantica.


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