(s.m.) – “Tra l’inchiesta sull’assessore regionale Angela Birindelli e quella sulle fatture false ci sono identità oggettive e soggettive. E c’è un personaggio che compare in entrambe le vicende”.
Lo dichiara il pm Massimiliano Siddi, al termine dell’interrogatorio fiume di Franco Fiorito.
Il magistrato viterbese lo ha ascoltato per quasi quattro ore, nell’ambito del nuovo fascicolo aperto dalla procura di Viterbo.
Diffamazione, l’ipotesi di reato. Ma anche falso, in merito a tutte quelle presunte fatture taroccate, incluse del cosiddetto dossier Battistoni. Una pila di documenti contabili con le somme sborsate dal gruppo regionale Pdl per cene, trasferte e pubblicità. Ma non tutti gli importi sarebbero veri. Almeno tre società hanno denunciato la falsificazione, o addirittura la creazione ex novo, di certe fatture. Lo stesso Battistoni ha sporto denuncia. Da qui, l’apertura del nuovo fascicolo, che molto avrebbe in comune con l’inchiesta Birindelli.
“Le fatture false sono dieci – spiega il magistrato -. Alcune con gli importi contraffatti, altre del tutto inesistenti”. L’oggetto del fascicolo, che per ora è senza indagati, è capire chi ha divulgato il dossier e chi lo ha falsificato e se si tratti della stessa persona.
I personaggi che compaiono in entrambe le inchieste sono almeno due: il capogruppo Pdl dimissionario Francesco Battistoni e il giornalista Paolo Gianlorenzo. Il primo, bersaglio della macchina del fango presumibilmente architettata dal secondo, indagato per tentata estorsione e corruzione in concorso con la Birindelli.
Secondo gli inquirenti, nell’inchiesta che coinvolge l’assessore regionale, Gianlorenzo avrebbe ordito un’infuocata campagna stampa contro Battistoni, storico avversario politico della Birindelli. A fronte di tale servizio, sempre secondo le indagini, l’assessora avrebbe stanziato 18mila euro in favore del foglio diretto dal giornalista. Battistoni, all’epoca, presentò un esposto in procura. Cosa che ha fatto anche stavolta, dopo la pubblicazione del dossier da parte dello stesso Gianlorenzo.
“Me l’ha dato Fiorito”, ha dichiarato il giornalista inquisito a una testata locale. Ma oggi l’ex capogruppo regionale Pdl ha escluso di aver mai incontrato Gianlorenzo in vita sua. Un’implicita smentita della consegna da parte sua di quel dossier. A meno che tra Gianlorenzo e Fiorito non ci sia stato un tramite.




