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– Angelo avrebbe già tentato il suicidio.
Pare non fosse la prima volta che Angelo Cavallo, il 22enne che martedì sera si è suicidato gettatandosi dal ponte Clementino a Civita Castellana, tentasse di compiere lo stesso gesto.
Il ragazzo, secondo le indiscrezioni raccolte tra Civita Castellana e Fabrica di Roma, soffriva di crisi depressive già da qualche tempo. Martedì sera nessuno è più riuscito a fermarlo.
Intorno alle 20,20 si è buttato giù dal parapetto di Ponte Clementino. Un volo di oltre sessanta metri che gli è costato la vita e che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco del nucleo Saf, speleologo e alpino.
Il corpo è stato ritrovato dopo oltre due ore, intorno alle 22,30, incastrato tra i rami di un albero Angelo Cavallo era completamente sfigurato in volto. Con sé non aveva nulla, tranne le chiavi della macchina che gli erano rimaste in tasca.
Quel ponte maledetto non è la prima volta che si fa teatro di una tragedia del genere. Appena un mese e mezzo fa un giovane di 22 anni, proprio come Angelo Cavallo, aveva tentato di buttarsi, ma era stato poi salvato dall’intervento dei carabinieri che erano riusciti a farlo desistere.
Negli anni scorsi, poi, altri hanno perso la vita giù da quello stesso ponte: il 10 maggio del 2007 un falegname 38enne di Civita Castellana, il 23 luglio del 2007 il 53enne Gino Graziosi, imprenditore.
Quanto ad Angelo Cavallo di lui non si sanno molte cose. Abitava al Parco Falisco. Sia a Civita Castellana che a Fabrica di Roma lo conoscevano come un ragazzo normalissimo, che frequentava la palestra con gli amici e che aveva giocato in passato anche a rugby.
Angelo aveva studiato ragioneria ed ora lavorava come macellaio al supermercato Despar di Vasanello.
La data dei funerali non è ancora stata fissata perché, nonostante non ci siano molti dubbi sulla dinamica dell’accaduto, è stata disposta l’autopsia sulla salma.


