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“Assistenza ai sordi, necessario fare chiarezza sulle competenze”

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L'assessore provinciale Paolo Bianchini

L'assessore provinciale Paolo Bianchini

Riceviamo e pubblichiamo – Comprendo la necessità della presidente dell’Ens, Federica Miralli, di attirare l’attenzione sul problema dell’assistenza alla comunicazione nelle scuole per gli alunni sordi, ma è necessario fare chiarezza, una volta per tutte, sulle competenze degli enti pubblici territoriali.

L’articolo 154 della legge regionale 14/1999, infatti, prescrive che “le Province esercitino le funzioni ed i compiti amministrativi attribuiti dallo Stato e dalla presente legge concernenti l’istruzione secondaria superiore”.

Non voglio dilungarmi oltre nell’aspetto tecnico, perché ho già avuto modo di chiarire in precedenza che il servizio di assistenza alla comunicazione nelle scuole di grado inferiore – materna, elementare e media – non è di competenza della Provincia, bensì dei Comuni di riferimento. L’articolo 155 della suddetta legge, peraltro, sui compiti dei Comuni al riguardo è molto chiaro.

La presidente Miralli sarà certamente animata da buone intenzioni, ma nel dare informazioni alla cittadinanza bisogna comunque essere sempre puntuali e precisi. La Provincia, per ciò che concerne i propri compiti, garantisce l’assistenza ai sei ragazzi sordi, segnalati dall’ufficio scolastico regionale di Viterbo, che frequentano gli istituti superiori della Tuscia.

Credo che la presidente Miralli conosca perfettamente il lavoro che gli uffici del mio assessorato stanno portando avanti per la stipula di una convenzione diretta tra la Provincia e l’ente nazionale sordi di Viterbo: in questo modo, con una spesa pari a 15mila euro, saranno gli stessi operatori dell’Ens ad occuparsi dell’assistenza ai sordi nelle scuole di grado superiore.

Si tratta di un’iniziativa, ripetuta anche in collaborazione con l’unione italiana ciechi di Viterbo per l’assistenza ai non vedenti nelle scuole, senza precedenti su questo territorio, che elimina l’affidamento del servizio alle cooperative.

Sono genitore anche io, e capisco perciò perfettamente l’ansia della signora Sardi che vuole giustamente vedere riconosciuto al proprio figlio il diritto all’assistenza in un istituto di grado inferiore, ma per queste difficoltà deve rivolgersi al Comune di riferimento, perché la Provincia non può andare oltre le proprie competenze occupandosi anche dei servizi che devono essere erogati dalle amministrazioni comunali del territorio.

Resto a disposizione della signora Sardi per accompagnarla dal sindaco del suo Comune di residenza, in modo da fornirle una risposta sull’assistenza scolastica per suo figlio.

Paolo Bianchini
Assessore alle Politiche sociali e Pubblica istruzione della Provincia di Viterbo


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