Riceviamo e pubblichiamo – Egregio Direttore,
approfittiamo della consueta ospitalità della sua testata per complimentarci con l’amico Andrea Scaramuccia e La Destra tutta per la concreta azione politica svolta in consiglio comunale in queste ultime settimane ed i brillanti risultati ottenuti volti ad un maggiore risparmio in materia di costi dell’amministrazione e di diminuzione dell’aliquota Imu.
Tale azione va indubbiamente verso una direzione di un effettivo cambiamento, di una indispensabile moralizzazione di chi è stato chiamato a gestire la cosa pubblica nell’interesse esclusivo della collettività.
Va però altresì detto che non si tratta più soltanto di una mera questione di numeri, secondo noi il problema non è quanti assessori ci siano, ma che quelli che ci sono siano all’altezza del compito che sono chiamati a svolgere: non è più tollerabile che gli assessorati si creino e siano assegnati con la logica della spartizione partitica delle poltrone, basta con il medico, con l’avvocato, con l’amico d’infanzia , con la giovanissima di belle speranze e basta con l’assessore all’ “isola che non c’è”… , tutte brave persone, per carità, ma nella stragrande maggioranza dei casi completamente prive della necessaria competenza ed esperienza nei settori a loro assegnati.
E ben venga, per carità, la riduzione seppur minima dell’Imu, sempre meglio di niente; ma il punto è un altro: si potrebbe ridurla ancora di più, molto di più, a condizione che il futuro consiglio comunale di Viterbo sia formato da persone che finalmente smettano di pensare quasi esclusivamente a cementare questa città, ma che capiscano che l’unica strada per uscire dalla crisi, per il nostro territorio, è quella della valorizzazione delle sue bellezze, delle sue peculiarità, delle sue risorse, cercando di portare nelle misere casse del Comune nuove entrate, frutto di quella vocazione turistica a cui il territorio della Tuscia è indissolubilmente legato.
Il problema non è la chiusura del centro storico, ma come e cosa fare per il suo rilancio, come farlo diventare un volano dell’economia e del turismo; il problema non sono i parcheggi se a monte non c’è un piano organico per il turismo e le sue auto, non basta S.Rosa una volta all’anno; non basta dire : “Città d’Arte e Cultura” , e poi si lascia morire manifestazioni come S.Pellegrino in Fiore e la Mostra dell’Antiquariato, tanto per citarne un paio; il problema non è il termalismo ( termine di comodo dietro cui nascondere un pressochè totale immobilismo ) , “chimera” che ha ormai superato il mezzo secolo di dibattiti, incontri, progetti, insomma di chiacchiere che nulla hanno portato in termini di benessere, occupazione e quant’altro ai viterbesi. Il vero problema è l’effettiva volontà delle amministrazioni che si sono susseguite, di trasformare questo “bene” che la Natura ci ha donato, in qualcosa che porti benefici ai cittadini, e non parliamo di applicazioni di fanghi o di gargarismi, ma di turismo organizzato, di ticket d’ingresso e di altre iniziative da porre in essere, con l’obiettivo di trovare altre entrate per il Comune, non tassando i viterbesi e le loro case, ma facendo della Tuscia un centro turistico degno di questo nome.
Allora sì che si potrà parlare di riduzione dell’Imu e non solo.
La mia Tuscia
Il presidente Renzo Poleggi