Riceviamo e pubblichiamo – Plaudiamo alla Procura della Repubblica che ancora una volta si è dimostrata attenta a perseguire qualsivoglia violazione venga alla luce a danno della salute della popolazione e della qualità dell’ambiente.
Un azione che, unitamente alla presentazione dei 37 punti di criticità ambientale resi noti dal Comune, ci fanno ben sperare che si possa finalmente assistere ad un’inversione di tendenza che veda la salute dei cittadini e la qualità della vita del territorio posti al primo posto rispetto le esigenze dei bilanci aziendali di Enel.
E’ però evidente che una cosi forte denuncia, quale quella portata avanti dal Comune di Civitavecchia, con la segnalazione, di molte delle violazioni e discrasie che avevamo già in precedenza presentato come Movimento No Coke, unitamente al Forum Ambientalista, in qualità di osservazioni nell’ambito del procedimento di rinnovo dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), necessita di un agire conseguente.
Ci aspettiamo quindi che il Comune di Civitavecchia, in sede di conferenza dei servizi per il rilascio dell’Aia, oltre a pretendere l’ottemperanza delle prescrizioni Via (realizzazione parco serbatoi, allontanamento scarico della pescicoltura, sistema di manipolazione carbone in depressione etc.), che ricordiamo essere condizione imprescindibile all’esercizio dell’impianto, avvalendosi dei poteri conferitegli dal Regio decreto 27 luglio 1934, n. 1265, ponga prescrizioni precise a tutela della salute dei cittadini quali:
– rispetto dei limiti emissivi per il monossido di carbonio (CO), come attesi con l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili e prescritti nel Bref sui grandi impianti di combustione (Large Combustion Plants), di 50 mg/Nm3;
– utilizzo di carbone con contenuto in zolfo non superiore allo 0,3% come prescritto dall‘art. 6 delle Norme di Attuazione del Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria della Regione Lazio;
– rispetto dei flussi di massa come prescritti ed autorizzati con Decreto MAP/2003, con particolare riferimento al quantitativo di carbone utilizzabile, anche al fine di non inficiare la riduzione della centrale da quattro a tre gruppi;
– rispetto delle ore di funzionamento come autorizzate con Decreto MAP/2003;
– adeguamento del rendimento dell’impianto a livelli previsti dal BREF LCP e fissati nell’intervallo tra il 43 e il 47%;
– desecretazione e pubblicazione dei contenuti relativi alla scheda B della documentazione per la richiesta del rinnovo Aia e relativa a “Dati e notizie sull’impianto attuale” comprensiva dei risultati del monitoraggio in continuo delle emissioni al camino.
Preme sottolineare che il mancato rispetto di dette prescrizioni, oltre a configurarsi come violazione delle normative comunitarie, che non mancheremo di segnalare agli organi competenti, rappresenterebbe un ulteriore aggravio (con gravi effetti diretti quali aumento proporzionale di ictus, infarti, ischemie, acuzie respiratorie etc) per la già martoriata situazione della salute della popolazione del territorio.
Per questo il sindaco, in coerenza con quanto affermato sin ora ed in qualità di primo responsabile della salute dei cittadini, non potrà esimersi dal presentare dette prescrizioni.
Ribadiamo, qualora ce ne fosse bisogno, che non accetteremo la monetizzazione della nostra salute: non possono esistere compensazioni economiche, contributi a pioggia o la sponsorizzazione di qualsivoglia opera, più o meno utile, che possa valere la vita e la salute di anche un singolo cittadino né ripagarci dei danni subiti e di quanto sottratto alla nostra vita, ovvero il diritto di avere un futuro.
Se qualcuno ci sta pensando (ma siamo convinti non sia così), torni sui suoi passi: su questo non siamo disponibili ad accettare mediazioni.
Movimento no coke alto Lazio