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Cinipide, Palozzi doveva pensarci prima

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Roberto Colla, presidente dell'associazione Vallecimina

Roberto Colla, presidente dell'associazione Vallecimina

Riceviamo e pubblichiamo – Certo, meglio tardi che mai, ma il sindaco di Canepina dove risiedeva fino ad oggi?

Il cinipide galligeno del castagno ha fatto nei Cimini la sua prima comparsa nel 2005, e proprio a Canepina, come certificato dalla Università di Viterbo.

Eppure egli era già sindaco del paese, vicepresidente della comunità montana dei cimini, consigliere provinciale, incarichi che gli avrebbero consentito la possibilità di ottenere aiuti concreti per contrastare l’infestazione e dare sollievo alla coltura.

Certo, tanto lavoro lo faceva distrarre dall’unico nemico vero che si chiamava e si chiama cinipide. Solo oggi si preoccupa del mancato raccolto degli ultimi tre anni, ma avrebbe dovuto sapere che la situazione attuale era ampiamente prevedibile. L’imprevidenza non è certo un titolo di merito, caso mai un’aggravante, in particolare per un amministratore che dovrebbe servire il bene pubblico.

Quanto a quest’ultimo, Palozzi si dichiara preoccupato per non poter allargare magari servizi e aiuti da erogare, e, con una scarsa dose di progettualità, conta sugli introiti della prossima festa della castagna a Canepina, dopo averne denunciato egli stesso la mancanza del prodotto.

Quelle quattro castagne che si potranno rinvenire in loco necessiterebbero della replica del miracolo della moltiplicazione dei pani e pesci.

Ma, come suol dirsi da parte di ogni volenteroso, tutto si può fare, ma per i miracoli non ci si è ancora attrezzati.

Facezie a parte, il sindaco di Canepina, che giustamente rileva che il castagno, frutto e legname, è una forza trainante per l’economia del suo paese, che sta facendo e che farà invece di lamentarsi sulla stampa?

Per il torymus, nella scorsa primavera, ha fatto solo due lanci per un’astronomica spesa di ben mille euro. Tutti sanno che il vero nemico dell’intera collettività è il cinipide e la lotta biologica con il torymus è l’unica in grado almeno di contrastarlo. Anche dalla piazza di Vallerano è uscito il grido: fatti non parole.

Roberto Colla

Presidente associazione castanicoltori Vallecimina


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