![]() |
(g.f.)- “Ho dovuto sopportare per trent’anni uno scout e per altri nove ho dovuto lavorare con un altro. Il terzo risparmiatemelo”.
A Viterbo arriva il rottamatore Pd Matteo Renzi, ma Ugo Sposetti, parlamentare e figura di spicco del suo partito, non ci sarà ad accoglierlo. Con gli scout ha già dato. Trent’anni a fianco di Giuseppe Fioroni e nove con Lusi gli bastano.
“A 66 anni – spiega Sposetti – posso scegliere”. Un peccato che almeno non venga a conoscerlo, visto che Sposetti sostiene d’averlo incontrato di persona solo una volta, ma non rivela dove.
“Sono a Roma – racconta il parlamentare Pd – alla chiusura di una manifestazione della Coldiretti, ci sono anche prodotti viterbesi. Mi dispiace”. Forse non troppo.
“Renzi fa una battaglia legittima e coraggiosa, spero che aumenti i consensi al Pd, finora non è successo. Ha detto di volere il voto degli scontenti Pdl, ma quando? A marzo o per le primarie?”.
Dentro il partito certamente Renzi non è troppo amato e Sposetti non è tra quelli che gli ha dimostrato troppa simpatia.
“Non condivido la sua battaglia interna al partito – conclude Sposetti – parla solo dei problemi dentro il Pd, parlasse dei problemi dell’Italia.
Dire che il partito gli rema contro non è esatto. Bersani ha fatto una violenza sul Pd, lui le primarie le aveva già fatte e vinte. Il segretario sarebbe stato il candidato premier naturale.
Qui non si tratta di sopportazione, ma di piena disponibilità, quando è lo stesso segretario nazionale che chiede di modificare lo statuto per consentire le primarie per eleggere il candidato premier”.
Giuseppe Ferlicca
