– Arriva la prima denuncia per le presunte fatture taroccate nel dossier su Battistoni.
A rivolgersi alla procura è la Majakovsky Comunicazione Sas. Non un’associazione, come scritto in precedenza anche dalla stampa nazionale, ma una società di progettazione informatica. Uno dei tanti “partner commerciali” del Pdl regionale, che hanno emesso fatture finite nel dossier contro il capogruppo Francesco Battistoni, probabilmente divulgato dal suo predecessore indagato Franco Fiorito.
“Quelle fatture sono false – afferma l’avvocato Roberto Alabiso, che assiste la Majakovsky -. Qualcuno le ha modificate con un qualsiasi programma di ritocco fotografico. Ecco perché, ieri mattina, abbiamo sporto denuncia contro la redazione di Nuovo Viterbo Oggi e contro tutti quei giornali nazionali che le hanno pubblicate”.
Due le fatture che l’avvocato ritiene “palesemente ristrutturate”: una, da 1275 euro (2400, con l’aggiunta dell’Iva), maggiorata a 12mila, e un’altra del tutto inesistente, che recherebbe, sui giornali, l’importo di circa 15mila euro. Poco più di 2mila euro, in pratica, sarebbero stati trasformati in oltre 27mila, secondo la Majakovsky, che per questo passa alle vie legali.
“Le fatture – spiega l’avvocato Alabiso – si riferiscono al pagamento di lavori di pubblicità, realizzazione di opuscoli e organizzazione di eventi commissionati dal Pdl regionale alla Majakovsky dal novembre 2010 a oggi. In totale sono sei, ma solo due sono state pubblicate e contraffatte. Dato che la società le ha trasmesse alla Regione via mail, noi riteniamo che, dalla Regione, qualcuno abbia avuto accesso ai dati e li abbia modificati, usando la maschera della fattura”.
I giornali, in pratica, non hanno avuto un ruolo attivo nella manipolazione. Ma, di fatto, secondo l’avvocato, hanno pubblicato dei falsi. E di questo potrebbero rispondere.
“La denuncia è sia per falso che per diffamazione a mezzo stampa, ma sarà la magistratura a dover formulare eventuali ipotesi di reato, nel caso in cui intenda procedere – dichiara Alabiso -. Data l’ampia diffusione che ha avuto questo materiale contraffatto, il nostro era un atto dovuto. Siamo intenzionati a tutelarci in ogni sede”.


