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Gianlorenzo chiede di essere ascoltato

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Paolo Gianlorenzo

Gianni Moscherini, ex sindaco di Civitavecchia

Paolo Gianlorenzo vuole essere interrogato.

Il giornalista viterbese implicato in due indagini sulla macchina del fango – tra cui quella che coinvolge l’assessore regionale Angela Birindelli – ha chiesto un confronto con il pm Lorenzo Del Giudice.

L’ex direttore di un foglio locale chiamato L’Opinione era già comparso davanti al pm di Civitavecchia, ma si era avvalso della facoltà di non rispondere. In quell’occasione gli fu notificato l’avviso di garanzia per corruzione.

Ora, dopo aver letto gli atti con i suoi avvocati Carlo Taormina e Massimo Meloni, il giornalista è pronto a rispondere a tutti gli addebiti contestati.

Data e ora dell’interrogatorio non sono ancora stati fissati ma, secondo indiscrezioni, il colloquio in Procura potrebbe tenersi entro il 15 settembre.

L’accusa è quella di aver orchestrato una campagna mediatica contro l’attuale sindaco di Civitavecchia Pietro Tidei (Pd), alle elezioni di maggio. Stando alle indagini, tutto sarebbe partito dal suo avversario Gianni Moscherini, oggi capogruppo Pdl in Comune e anche lui indagato.

Secondo il presunto accordo con l’imprenditore Giuseppe Sarnella, quest’ultimo avrebbe avuto l’appalto per la costruzione delle terme di Civitavecchia se avesse finanziato parte della campagna elettorale di Moscherini.

Nel “pacchetto” sarebbe stata compresa la macchina del fango in danno di Tidei: 50mila euro a giornalisti dell’hinterland civitavecchiese e romano per distruggere il candidato sindaco. Gianlorenzo, secondo i magistrati, sarebbe stato della partita. A Civitavecchia come a Viterbo. Con la differenza che qui, al posto di Tidei, si sarebbero ritrovati, tra gli altri, il sindaco di Grotte di Castro Piero Camilli e il capogruppo regionale Pdl Francesco Battistoni.

Una macchina del fango tutta viterbese, sulla quale indaga il pm Massimiliano Siddi e da cui trae origine l’inchiesta di Civitavecchia. Accusa e modus operandi sono gli stessi: corruzione, per aver gettato fango in cambio di denaro. Nel caso viterbese, una delibera di stanziamento di 18mila euro partita dall’assessore Birindelli.

Proprio nei giorni scorsi, l’avvocato Taormina, che difende Gianlorenzo in entrambe le inchieste, avrebbe avuto un colloquio con il procuratore capo di Viterbo Alberto Pazienti e con il pm Massimiliano Siddi. Si sarebbe anche timidamente parlato di un eventuale interrogatorio a Viterbo, ma non c’è ancora una conferma, né tantomeno una data.


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