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Gianlorenzo dai pm a Civitavecchia

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Paolo Gianlorenzo davanti alla Procura di Viterbo

L'ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini

Paolo Gianlorenzo in Procura.

Il giornalista viterbese sarà interrogato il 2 ottobre a Civitavecchia dal pm Lorenzo Del Giudice.

Gianlorenzo dovrà conferire col magistrato nell’ambito di una delle inchieste in cui è indagato: quella sull’appalto per la costruzione del nuovo polo termale di Civitavecchia.

La Procura civitavecchiese sospetta che il giornalista fosse compreso nel presunto accordo tra l’ex sindaco di Civitavecchia Gianni Moscherini e l’imprenditore Giuseppe Sarnella (entrambi indagati). Accordo che sarebbe consistito nell’affidamento dell’appalto a Sarnella in cambio del finanziamento di parte della campagna elettorale di Moscherini per le amministrative di Civitavecchia, nel maggio scorso.

Sarnella si sarebbe adoperato per il candidato sindaco pagando un gruppo di giornalisti da aizzare contro Pietro Tidei, sfidante di Moscherini, che da quelle elezioni uscì vincitore. Nel gruppo ci sarebbe stato anche Gianlorenzo.

Improbabile che il giornalista si avvalga della facoltà di non rispondere. Lo ha già fatto a luglio, quando il pm Del Giudice lo convocò per la prima volta in Procura. Stavolta, tra l’altro, è stato lui a chiedere di essere ascoltato, dopo aver letto gli atti con i suoi avvocati Carlo Taormina e Massimo Meloni.

Per il giornalista, così come per l’ex sindaco e l’imprenditore, si ipotizza il reato di corruzione. Stessa ipotesi di reato formulata dalla Procura di Viterbo nell’altra inchiesta che coinvolge Gianlorenzo: quella sulla macchina del fango contro Francesco Battistoni. Una campagna mediatica di veleni forse incoraggiata dall’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli, anche lei indagata per tentata estorsione e corruzione in concorso con il giornalista.

Nel mirino del pm di Viterbo Massimiliano Siddi c’è una delibera di stanziamento di 18mila euro per pubblicizzare le iniziative dell’assessorato all’Agricoltura. Ma anche l’allestimento dello stand Lazio al Vinitaly e la ripartizione dei fondi del Psr (Piano di sviluppo rurale): cento milioni di euro alle aziende per migliorare l’agricoltura del Lazio.

Le persone iscritte nel registro degli indagati sono almeno nove.


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