– Dopo venti giorni di ritiro e semi silenzio stampa, Giulio Marini si presenta e ufficializza d’avere revocato le sue dimissioni da sindaco, ma non annuncia quella che sarà la nuova giunta ridotta da dieci a sei.
Buttandola sul calcio (non quello che dovrà dare suo malgrado a quattro dei suoi assessori, ma in senso sportivo).
“E’ come se io fossi un allenatore di una squadra calcistica – precisa Marini – in conferenza stampa prima del match si parla d’altro, la formazione si da poi.
Oggi vi dico che noi continuiamo a giocare, domani conoscerete nomi e deleghe”. Intanto: “Ritiro le dimissioni e vado avanti – inizia così la conferenza stampa a palazzo dei Priori – rispetto alla decisione del 5 settembre”.
E ci tiene a fare un distinguo con quanto accaduto in Regione. “Viterbo – continua Marini – nulla a che fare con la storia regionale, nulla a che vedere con certi personaggi che hanno creato scompiglio anziché dare risposte ai cittadini.
Io ringrazio la presidente Polverini perché a Viterbo ha dato molto.
La croce non la metto su nessuno, ma noi non siamo annoverabili con questa gente”.
Chiusa la parentesi regione, si torna dalle nostre parti. “In un momento difficile abbiamo cercato di ritrovare compattezza, taglieremo un milione di euro dal bilancio per abbassare di qualche decimo l’Imu sulla seconda casa, ma poi ci saranno i 700mila euro che ci toglie la spending review di Monti.
Avrebbe potuto pensarci il commissario, ma io ho deciso con i partiti che mi sostengono, di metterci la faccia”.
Il sindaco ha dovuto faticare per smussare le divergenze tra i vari partiti, ma con l’intesa raggiunta la sua squadra arriverà a fine campionato? “Non dipende solo da me – precisa il sindaco – ma ci vuole un volontà comune e un programma. Lo vedremo nei prossimi consigli. La volata finale non la fa solo uno, ma tutti”.
E un annuncio: “Non mi candiderò nuovamente da sindaco”. Ad aprile la sua esperienza a palazzo dei Priori si chiude. Chissà quale politicamente si aprirà per Marini. Forse la Regione? Il diretto interessato non risponde.
“Non ho usato e non userò strategie e non farò valutazioni personali, altrimenti sarei rimasto in Parlamento”.
Ridurre la giunta è un problema, anche per questo forse Marini si è preso un altro giorno. “C’è un rapporto politico e amichevole con loro, oltre che di fiducia – continua Marini – chi dovrò togliere non sarà per incapacità”. In sei ci sarà da lavorare. “Ecco perché ribadisco il concetto del tempo pieno. C’è stato Batman, ma io non sono Superman”.
Qualche indizio sulla nuova giunta, difficile averlo. “Saranno tutti interni, quelli che c’erano. Almeno fino a oggi. Domani non si sa, la quota rosa sarà rispettata.
Avevamo pensato anche a innovare la giunta con persone nuove, ma rischiavamo di mettere gente non esperta, non all’altezza del compito in questi mesi che ci restano”.
Sulle deleghe, di certo qualcuna se la terrà direttamente Marini. “Quella all’aeroporto – precisa Marini penso di conservarla”.
La conferma che l’assessore Bartoletti non ci sarà tra i sei, seppure il primo cittadino ha subito precisato di parlare di delega e non di persone. Su altre possibili, come il bilancio. No comment.
Il sindaco non aggiunge altro. Probabilmente un giorno in più gli serve per limare alcuni dettagli (chi dentro e chi fuori), ma non gli dispiace lasciare ancora in sospeso tutta la stampa. Scherzi da Marin..aio.
Giuseppe Ferlicca
