Riceviamo e pubblichiamo – Esistono, in principio, numerose ragioni che possono portare un sindaco a dare le dimissioni dal proprio mandato.
Nel caso del sindaco Marini molte di queste ragioni sono più che evidenti: il completo fallimento della raccolta dei rifiuti differenziati, la colpevole assenza nell’affrontare il problema dell’arsenico nell’acqua potabile, il degrado cittadino, il completo abbandono delle ricchezze storiche ed architettoniche, lo scandalo delle partecipate, la cementificazione del territorio, l’aeroporto che non esiste, l’assenza delle politiche sociali per i più deboli, il mancato sviluppo economico della città, i problemi dei trasporti e dei collegamenti con Roma e molti, molti altri motivi avrebbero giustificato delle dimissioni ormai attese da tempo. Eppure, ancora una volta la realtà è un’altra.
Nonostante tutti questi buoni motivi il sindaco Marini si dimette per la più antica delle ragioni della “vecchia” politica, la lotta interna tra correnti e correntine, in un partito, il PDL, che vive , come il suo ex-premier, un’irreversibile fase di disfacimento.
Ancora una volta la logica della “casta” prevale, una volta tanto in difesa dei cittadini che finalmente possono decidere del proprio futuro. Qualcuno ha detto che il popolo è una “bestia ignorante”.
Una “bestia” perché possiede un’enorme forza, e “ignorante” perché non sa di averla. In questo momento di grave crisi è necessario che l’ignoranza abbia finalmente termine e che la forza del cambiamento prevalga. E’ assolutamente necessario anteporre il bene di tutti agli interessi di pochi. Per questo ringraziamo il sindaco Marini per le sue dimissioni, augurandoci che Viterbo possa avere in futuro un sindaco come Angelo Vassallo, il sindaco pescatore di Pollica, morto da eroe per dare concretezza a un’idea etica della vita e della politica.
Coordinamento provinciale Idv