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“Il problema della rappresentatività è una bufala”

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Andrea Scaramuccia

Antonio Fracassini

Antonio Fracassini

– “Il problema della rappresentatività è una bufala”.

Così Andrea Scaramuccia, segretario provinciale della Destra, liquida la questione sollevata dal sindaco dimissionario Giulio Marini sulla riduzione della giunta a sei assessori.

Non si tratta di assessorati e poltrone. Gli interessi personali per Scaramuccia devono essere accantonati. Servono solo trasparenza e un servizio serio da offrire ai cittadini che ultimamente hanno avuto un’immagine della politica che il segretario definisce schifosa.

“Rimango esterrefatto quando si accosta il nome della Destra a presunte richieste di assessorati – afferma il segretario -. Mi sembra sia solo un modo di mistificare la realtà e un giochetto preorganizzato da chi fa politica in modo ormai vecchio”.

Le dichiarazioni di Marini hanno stupito Scaramuccia e per il segretario dietro alle parole del sindaco c’è altro. “Certe frasi – continua – dimostrano come gli interessi politici personali prevalgano su quelli della città. Tra le righe si legge il chiaro intento di Marini di addossare la colpa a qualcun altro perché lui vuole andarsene da sindaco”.

Due i motivi che frenerebbero il primo cittadino a risolvere subito la questione. “Il sindaco sta cercando una scusa per lasciare l’incarico perché, secondo me, ne ha trovato un altro. Oppure è sotto lo schiaffo di qualcuno che non gli permette di abbassare gli assessori a sei. Entrambi i casi sono comunque gravi”.

Per Scaramuccia la rappresentatività dei gruppi in giunta non c’entra niente. “E’ una bufala colossale – esclama -. Noi non abbiamo mai chiesto assessorati, la nostra rappresentatività in giunta non esiste, non esisteva prima e non esisterà dopo“.

Giusto invece il giro di consultazioni con le diverse parti coinvolte. “Il fatto che voglia sentire i 17 consiglieri a favore della giunta mi sembra corretto da un punto di vista formale. Loro, però, conoscono le nostre richieste da mesi, quindi il sindaco potrebbe risolvere la questione già oggi”.

La priorità per Scaramuccia resta la città. “Parliamo del futuro di Viterbo e non degli interessi della Destra, di Alleanza per Viterbo o del Pdl. E’ evidente che vogliamo capire come la città possa migliorare e uscire dallo stato di degrado in cui si trova. Tutte le polemiche di questi giorni e gli scandali politici che hanno travolto vari esponenti del Pdl impongono che ci sia una trasparenza totale in tutte le scelte dell’amministrazione. Non sono disposto a essere accorpato al calderone dei “magna magna”“.

La trasparenza prima di tutto. “Un’amministrazione sostenuta dal mio partito deve essere trasparente – ribadisce -. Se manca questo requisito, c’è sempre il sospetto che ci sia qualcosa sotto. Un dubbio che non è campato in aria, ma che nasce anche dai recenti scandali in cui la gente ha visto certi signori spendere cifre incredibili. Non spetta certo a noi giudicare se sono colpevoli o meno, ma politicamente è stata data un’immagine talmente schifosa che abbiamo l’obbligo morale di riportare la trasparenza all’interno delle amministrazioni in cui ci troviamo. Voglio continuare ad andare in giro a testa alta, come faccio adesso, e voglio salutare tutti“.

Scaramuccia si guarda bene dai giochetti della vecchia politica. “Vogliamo proposte serie per Viterbo. Assessorati o poltrone? Non ci frega di niente. A marzo, per le elezioni, i viterbesi giudicheranno chi si è comportato in maniera coerente e chi no. Oggi noi dobbiamo essere responsabili e dare un servizio serio ai cittadini perché possiamo permetterci più questo schifo”.

Anche Alleanza per Viterbo manda a dire a Marini di non aver chiesto assessorati. “Questo gioco delle tre carte deve finire – dice Antonio Fracassini -. Ho chiamato il sindaco per dirgli che Alleanza per Viterbo non ha mai chiesto un assessorato, ma solo i criteri per nominarli. E’ diverso”.

Per il consigliere serve una logica nel ricomporre la giunta. “O ci si basa sulla rappresentatività oppure sul criterio degli assessori esterni e in questo ultimo caso tutti devono esserlo, non ci possono essere di interni”.

Una la richiesta. “Chiediamo solo di fare chiarezza su come gli assessori verranno nominati. Il criterio – ribadisce – deve essere uno e uno solo. In base a quello che ci dirà, noi daremo la nostra disponibilità o meno. Trovi un modo condiviso da tutti. Non mi sembra nemmeno tanto difficile e se qualcuno vuole rendercelo, beh – esclama – è un problema suo”.

Paola Pierdomenico


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