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“Il sindaco chiuda pure la porta”

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La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo

La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo

La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo
La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo
La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo

La conferenza della Destra e di Alleanza per Viterbo

– “Chiuda pure la porta il sindaco, anche perché ci sono gli spifferi”.

Un po’ perché tiene alla salute di Marini, ma sopratutto per questioni politiche, Antonio Fracassini dà questo consiglio al primo cittadino. Stavolta in conferenza stampa, organizzata dal suo gruppo Alleanza per Viterbo e dalla Destra, per ribadire, qualora ce ne fosse bisogno, che spetta al sindaco ogni decisione per uscire dalla crisi.

Lui si è dimesso, lui ha consultato la sua ex maggioranza, lui deve dare le risposte.

Esattamente il contrario di quanto va dicendo Giulio Marini.

“Siamo stati sentiti dal sindaco senza la famosa delegazione – dice Fracassini – abbiamo espresso le nostre richieste. Marini ne ha preso atto, ora noi non dobbiamo dare nessuna risposta, mi pare chiaro, se vuole gli facciamo un disegnino”.

Anche perché lo in qualche modo loro hanno posto la domanda, chiedendo il taglio all’Imu, la riduzione della giunta e partecipazione al bilancio. Si devono pure dare la risposta?

“Siamo stati chiarissimi – ribatte Augusto Turchetti (La Destra) – portare la giunta a sei e limare l’Imu sulla seconda casa, perché sulla prima non è stato possibile”.

Uno “sconto” sulla tassa si può fare. Anzi, per Maurizio Federici (La Destra), si deve fare. “L’aliquota non riguarda solo abitazioni, ma anche negozi. Non possiamo presentarci agli elettori dicendo che abbiamo aumentato l’Imu e ci siamo tenuti dieci assessori.

E non ci sono interessi personali in queste richieste. C’è chi parla di Andrea Scaramuccia nominato nel cda dell’Interporto di Orte.

E’ già stato presidente nel 2004 e non ha percepito lo stipendio, ora è nel consiglio d’amministrazione che si riunirà al massimo due volte l’anno. Il gettone è 150 euro lorde e gli ho anche chiesto che nella prossima riunione proponga di ridurlo.

Con 300 euro non si compra nessuno, tanto meno uno come Scaramuccia”.

I sei consiglieri “ribelli” ci tengono a precisare il no al bilancio di previsione non è stato per un impulso del momento, ma perché sono state disattese nei mesi tutte le loro richieste.

Sono rimasti ai margini dell’amministrazione, mentre altri decidevano e loro apprendevano dalla stampa quanto accadeva a palazzo dei Priori.

“Da due anni andiamo facendo le stesse richieste al sindaco – ricorda Marco Bracaglia (Alleanza per Viterbo) – partecipazione alle scelte. Come per valle Faul. A che serve un parcheggio provvisorio? O un ascensore che va a finire in casa di terzi? Che ora il sindaco aspetti da noi risposte mi lascia stupefatto.

Temo che Marini possa essere ostaggio di gruppi della politica che gli impediscono di compiere scelte che vorrebbe prendere. Non vorrei che ci fosse un’auspicata eutanasia dell’amministrazione, dando a noi la colpa, mentre altri stanno pensando al proprio futuro politico in modo diverso”.

Un finale che sembra scritto, con un sindaco che ha venti giorni di tempo, ma che non li sprecherebbe in questo stillicidio quotidiano se avesse deciso di ricucire.

Aspetterà il 25 settembre va dicendo. Tutto lascia pensare, per poi dimettersi.

“Dal 2008 – spiega Marcuccio Marcucci (Alleanza per Viterbo) – non abbiamo mai saputo cosa si facesse nelle segrete stanze. Quando seppi del progetto per valle Faul, mi feci consegnare il progetto dal dirigente.

Il recupero paesaggistico approvato dall’allora assessore regionale Bonadonna prevedeva tutto meno che la modifica dell’assetto di valle. Niente strade di scorrimento, auto e parcheggio. Ma solo verde”.

Politicamente non rimane che arrivare al 25. Si potrebbe convocare un consiglio comunale, ma tanto, dicono in coro, Marini non ci verrebbe.

Oppure aderire alla proposta della minoranza e sfiduciarlo. I numeri ci sarebbero. “Non abbiamo bisogno di suggerimenti – dice Maurizio Federici – li ringraziamo, ma quello che dobbiamo fare lo sappiamo”. Per ora aspettare.

Giuseppe Ferlicca


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