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L’orario su cinque giorni ha i suoi lati positivi…

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Scuola primaria Silvio Canevari

Riceviamo e pubblichiamo – Gentile direttore,

abbiamo letto con interesse e non senza disagio la lettera che alcuni genitori della scuola Canevari hanno scritto in merito al nuovo orario adottato dalla scuola, che prevede un’articolazione su cinque giorni e il sabato libero.

E’ indubbio che ognuno ha le proprie idee e le proprie esigenze: a S. Martino al Cimino, ad esempio, proprio in questi giorni altri genitori si stanno adoperando per raggiungere esattamente il contestatissimo risultato già in atto alla Canevari: cinque giorni di scuola e sabato libero.

Non sappiamo se anche le nostre siano motivazioni “banalmente pratiche”, come indicato nella lettera: di certo riteniamo che i nostri ragazzi – anche quelli più piccoli, che frequentano la scuola primaria – possano avere molti vantaggi nel godere di un ulteriore giorno di riposo nel quale dormire un’ora in più, dedicarsi con il giusto tempo ai compiti del lunedì, svolgere altre attività (sportive, religiose, familiari) senza accusare quella pericolosa sensazione di stress che molti di noi adulti conoscono bene.

Insomma, riteniamo che l’orario articolato su cinque giorni non sia un’ipotesi estranea alle “scelte di carattere educativo e formativo”: il successo della formazione dei nostri figli non dipende dal numero dei giorni, ma dalla qualità degli stessi. Crediamo che cinque giorni di studio serio possano risultare più proficui se intervallati da due di riposo, nei quali sedimentare le conoscenze apprese, con i giusti ritmi.

E poi, in inciso, c’è un’altra cosa che ci lascia perplessi nella lettera pubblicata su Tusciaweb: un attacco così diretto, l’ironia sui “professionisti dell’educazione” con le virgolette, il muro contro muro eretto sulla base di “verità” pedagogiche almeno opinabili.

Più timidamente, crediamo che il bene dei nostri figli si possa sviluppare proprio a partire da una sana collaborazione tra scuola e famiglia, dalla faticosa ma necessaria costruzione di un “patto educativo” che va molto al di là della banale articolazione oraria.

Lidia Giorgis
Miriam Marianello
Fiorella Rovai


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