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– “Mi sono tolto questo dente”. Il sindaco Giulio Marini esce alle 14,55 dall’ufficio del pm Massimiliano Siddi. Dopo quasi cinque ore di interrogatorio, sorride come di ritorno da una passeggiata (fotocronaca * video).
Da sabato è indagato dalla procura di Viterbo per abuso d’ufficio. L’indagine è la stessa che coinvolge l’assessore regionale all’Agricoltura Angela Birindelli. Per lei, le accuse sono altre: tentata concussione, corruzione e tentata estorsione, le ultime due in concorso con un giornalista locale. Gli indagati, compreso il sindaco, sono altri nove. Tra loro ci sarebbe anche il presidente dell’Arsial Erder Mazzocchi, per il quale si ipotizza l’abuso d’ufficio come per Marini. A nessuno, almeno per ora, è contestata la turbativa d’asta.
Il primo cittadino, in particolare, ha ricevuto un avviso di garanzia mirato a uno dei fronti dell’inchiesta: l’allestimento dello stand del Lazio al salone del vino di Verona. Un’informazione che circolava insistentemente già dai giorni scorsi e che il sindaco, all’uscita dalla procura, conferma. “E’ tutto in merito a Vinitaly 2011 – spiega -. Questa mattina è stato chiarito, tra l’altro, il senso di alcune intercettazioni effettuate dagli organi inquirenti. Il dialogo intercorso con la procura mi rende fiducioso in merito all’esito di questa mia personale vicenda. Il resto, potete chiederlo al mio avvocato”.
La questione sembra ruotare intorno alla scelta delle ditte che avrebbero curato gestione e organizzazione del padiglione del Lazio. Marini si dice sereno. E aggiunge che, almeno per ora, l’indagine procederà su un binario del tutto separato a quello della politica. “Questo interrogatorio non c’entra niente con la giunta comunale – dichiara -. Io ho solo accettato di sottopormi a un accertamento della magistratura. Sono tranquillo e soddisfatto. Le vicende del Comune sono tutta un’altra storia”.



