– Una laurea con lode. Così può essere considerata la medaglia d’oro conquistata da Valerio Grazini ai mondiali universitari di tiro a volo, specialità fossa olimpica, disputati nella città russa di Kazan.
Il talento viterbese, iscritto alla facoltà di Economia e Commercio dell’Università della Tuscia di Viterbo, non è certo nuovo a simili prodezze, avendo nel suo palmares anche un titolo mondiale juniores individuale nel 2009 a Maribor e diversi ori a squadre, ma a Kazan è arrivata ancora una volta la conferma delle sue grandi qualità, soprattutto nelle fasi decisive della gara, quando conta la massima freddezza e grande concentrazione.
Dopo i primi 75 piattelli, infatti, Grazini doveva inseguire con un totale di 71 piattelli centrati ma ha saputo cambiare marcia nelle ultime due serie di piattelli che mettevano in palio l’accesso alla finale. Con 48/50 ha messo ampiamente al sicuro la sua posizione, totalizzando un punteggio di 119/125 che, insieme ai risultati degli altri due azzurri Simone Lorenzo Prosperi e Marco Panizza, ha garantito all’Italia la medaglia d’argento a squadre alle spalle della Russia per un solo piattello.
Quando è tornato in pedana per i 25 piattelli di finale, da centrare con colpo singolo, il campione viterbese ha fatto vedere a tutti il talento di cui dispone: solo due errori, pochissimi considerando la difficoltà della finale, e un vantaggio notevole sugli altri pretendenti alla medaglia d’oro.
Ha infatti chiuso con 142 su 150, staccando di tre piattelli i primi inseguitori che si sono sfidati in uno spareggio per la medaglia d’argento, andata poi al cipriota Makri che ha preceduto l’americano Borrows.
Grande la soddisfazione per Grazini, all’ennesimo trionfo internazionale, e per tutto il settore tecnico nazionale, partendo dal ct azzurro Albano Pera, da un grande campione come Giovanni Pellielo che lo ha sempre indicato tra i grandi del futuro e dal responsabile del settore giovanile azzurro, Luciano Giovannetti.
“Sapevo perfettamente – afferma Giovannetti – che i miei ragazzi erano pronti e che avrebbero avuto davvero una grande chance di vincere. Sono dispiaciuto di non averli potuti accompagnare per motivi di salute, ma mi hanno dato una grande gioia e mi hanno fatto stare meglio”.