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Milena Piermaria: “Usiamo due volte la carta per il fax”

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Il sindaco di Tessennano Milena Piermaria

Il sindaco di Tessennano Milena Piermaria

– “Non so quanto potremo resistere”.

Parla chiaro il sindaco di Tessennano Milena Piermaria. Le risorse non ci sono e il comune è ridotto all’osso costretto a tagliare su tutto. Il primo cittadino non sa quanto si potrà andare avanti in questo modo.

L’effetto più evidente della crisi è il drastico calo di turisti a Tessennano. Specie di quelli che, proprietari di una seconda casa, trascorrono le vacanze nel piccolo paese. “Nel periodo estivo – afferma Piermaria – Tessennano ha un incremento demografico. Quest’anno c’è stato un crollo drammatico. Molte case sono rimaste chiuse e solo dalla seconda settimana di agosto è venuta gente. Per questo le poche attività che ci sono faticano a rimanere aperte perché si sono ridotti i consumi primari”.

Non mancano problemi all’interno del comune. “L’amministrazione soffre da un paio di anni. Abbiamo il comune ridotto all’osso con due dipendenti e mezza guardia. Anche noi amministratori ci diamo da fare per evitare che l’ente chiuda.

Se andiamo avanti così, tutti i piccoli comuni faranno questa fine non avendo strumenti per dare risposte alla popolazione e far funzionare i servizi. Non conosco alternativa. Ogni giorno cerchiamo di mettere in campo delle soluzioni, ma prima o poi non ce la faremo più“.

La riduzione dei finanziamenti statali ha portato a fare economia su tutto. “Il bilancio si è ridotto di un 20 per cento e abbiamo dato un taglio netto anche alle spese giornaliere. Dalle cartucce della stampante che non si possono sostituire alla carta per i fax che viene addirittura usata due volte. Si lavora malissimo. In queste condizioni è difficile mandare avanti la macchina amministrativa in modo serio.

Dobbiamo fare i salti mortali per far quadrare i bilanci e comunque continuiamo a tagliare. Non so quanto potremo resistere, perché a volte le spese sono incomprimibili”.

Gli stessi amministratori sono costretti a contribuire alle spese. “Spesso e volentieri ci rimettiamo anche noi perché se mancano la carta o le cartucce, capita che le porti il sindaco, naturalmente senza chiedere un rimborso. Siamo davvero arrivati a questo punto. Il nostro è anche il comune più piccolo della provincia, con 365 abitanti per lo più pensionati, e non possiamo dunque aumentare le aliquote Irpef o altre tariffe. Non si può gravare più di tanto sulla popolazione”.

A rischio anche alcuni servizi. “Per poco non ci siamo trovati ad abolire il servizio scuolabus. In paese non c’è una scuola e i bambini frequentano quella di Canino. Il problema era di far pagare alle famiglie un’assistenza salata sul trasporto. Penso però risolveremo attraverso un servizio di volontariato a costo quasi zero, riuscendo così a tamponare”.

Per il sindaco dovrebbero essere incentivate le produzioni locali. “Ci sono tante aziende agricole, zootecniche e tanti allevatori di ovini che resistono anche se la crisi dell’economia in questo settore è sotto gli occhi di tutti. Prodotti come uva e olive vengono pagati poco ed è difficile per un giovane investire in questo campo. La concorrenza dei paesi della comunità europea è spietata. L’Italia per questo deve promuovere i suoi prodotti. Penso all’olio dop di Canino di cui Tessennano è socia o il vino doc di Montefiascone. Non dimentichiamo poi le bellezze artistiche e ambientali. Dobbiamo puntare su quello”.

La valorizzazione delle aziende locali, per il sindaco, darebbe una forte spinta all’economia locale. “Servono incentivi statali e regionali affinché un giovane imprenditore possa avere il coraggio di investire nell’agricoltura e nel turismo. Questi sono i nostri punti di forza perché non possiamo pensare di diventare una zona industriale. Sono altre le nostre ricchezze e dobbiamo cercare di non farcele sfuggire o di rovinarle con le idee di modernismo che non calzano alla Tuscia”.

Per il sindaco Piermaria, Monti è l’uomo adatto ad affrontare questa critica situazione. “Io mi fido di Monti – afferma -. E’ vero ci sta chiedendo tanti sacrifici, ma dobbiamo capire anche che la crisi italiana nasce da molto lontano e il premier, poverino, non può fare altro in questo momento. Non possiamo prendercela con l’ultimo arrivato, anzi, secondo me, lui è l’unico capace e può fare davvero qualcosa per il paese”.

Una sola la richiesta al governo. “Vorrei solo che si avesse un occhio di riguardo per i piccoli comuni ai quali si chiedono gli stessi sacrifici di quelli grandi. Dobbiamo essere messi nelle condizioni di avere gli strumenti per rispondere alla popolazione e dare il minimo dei servizi, altrimenti che ci stiamo a fare”.

Paola Pierdomenico


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