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“No all’aumento delle tasse universitarie”

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Riceviamo e pubblichiamo – Come se non bastasse la reintroduzione dell’Imu sulla prima casa e la benzina arrivata alle stelle, ecco una nuova trovata del Governo Monti per “fare cassa”. Stavolta tocca agli studenti fuori corso e alle loro famiglie, colpiti da una decisione tanto pesante quanto iniqua: l’aumento delle tasse universitarie con picchi che potrebbero arrivare fino a toccare punte del 100%.

Per l’Università italiana, già martoriata dalla “Riforma Gelmini”, potrebbe essere il colpo di grazia, soprattutto se si considera che in Italia siamo ai primi posti in Europa per dispersione scolastica (19% contro una media europea del 14%) e purtroppo agli ultimi per numero di laureati e investimenti nell’istruzione e nella ricerca (solo un misero 1% del P.i.l.).

Anche i ricercatori non stanno attraversando un momento facile: infatti la “Riforma Gelmini” ha cancellato la figura del ricercatore a tempo indeterminato, riducendo molti ragazzi a vivere nel precariato o a tentare fortuna all’estero.

Sulla situazione è intervenuto il presidente dei Giovani Lega Federalista: “Vorrei solamente precisare che chi finisce fuori corso non lo fa perché è un “bamboccione” o uno sfaticato. Spesso ci sono situazioni famigliari drammatiche, mi riferisco a quella moltitudine di ragazzi che per dare una mano alla famiglia iniziano a lavorare pur non avendo ultimato il percorso accademico. Questi ragazzi andrebbero lodati e aiutati, non ghettizzati con un provvedimento del genere. Purtroppo però le logiche della spending review non guardano in faccia a nessuno.

Mi domando se, ad oggi, quello allo studio sia ancora un diritto o se stiamo paurosamente tornando indietro nel tempo quando i figli dei ricchi potevano permettersi il lusso di studiare e i figli “di nessuno” erano avviati ai mestieri più miserabili senza alcuna possibilità di migliorare la propria condizione socio-economica. Un Paese che non investe sui giovani è un Paese senza futuro. Ma forse a qualcuno va bene così perché un popolo di ignoranti è sicuramente più facile da manipolare”.

Carlo Mancini
Lega Federalista Giovani


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