– Crisi in Comune, mercoledì sarà il giorno della svolta. In una direzione o nell’altra.
Consumata ogni possibile supposizione e specificata (ripetutamente) ogni richiesta da parte di Destra e Alleanza per Viterbo per “rientrare” ufficialmente in maggioranza, l’incontro in programma tra Giulio Marini e i sedici consiglieri tra Pdl e Lega Federalista che hanno detto sì al bilancio (poi bocciato), sarà il momento in cui le nebbie dovrebbero diradarsi.
E capire se e come, ad esempio, la giunta potrà essere ridotta a sei.
Per il criterio della rappresentanza in consiglio comunale, anche la Destra e Alleanza per Viterbo, sulla carta potrebbero aspirare ad avere un assessore in giunta. “La Destra – dice il sindaco – ha confermato di non volere assessori, era da chiarire ed è stato chiarito”.
Alleanza per Viterbo nemmeno li vorrebbe, ma vuole capire il criterio con cui sarà rinominata la giunta della volata finale, degli ultimi cinque mesi .
“La posizione di Alleanza per Viterbo non mi è chiara.Il criterio adottato, della rappresentanza degli assessori rispetto ai gruppi o partiti di riferimento in consiglio comunale – continua Marini – nel tempo è stato vanificato dai cambiamenti di gruppo da parte di diversi consiglieri.
Se ogni tanto qualcuno cambia corrente, pure i numeri cambiano, le strategie si modificano. Allora cosa dovremmo fare? Una verifica ogni sei mesi?”.
La risposta è no. Anche perché Marini arrivati a questo punto, sei mesi nemmeno li ha. In primavera si vota.
Il sindaco si prepara a rendere definitive le dimissioni o a ritirarle? Molto dipenderà dall’incontro di mercoledì, purché si usi criterio. E tra le tante ipotesi di soluzione non manca quella di una giunta di assessori esterni più o meno tecnici.
Giuseppe Ferlicca
