– Potrebbe allargarsi il numero delle persone raggirate con finte promesse di lavoro.
Barbara Fede, l’ispettore della municipale di Viterbo ai domiciliari da questa mattina (fotocronaca), è accusata, finora, di una sola truffa a danno di un suo conoscente, adescato con la promessa di un impiego al ministero degli Interni.
Ma le vittime potrebbero essere molte di più.
Durante le perquisizioni eseguite ieri mattina in casa e nell’ufficio della vigilessa arrestata, i carabinieri hanno trovato una pen-drive. All’interno, ci sarebbe una lista con circa 200 nomi, ora al vaglio degli investigatori.
Gli inquirenti non escludono che quel lungo elenco possa contenere i nominativi di altre vittime o potenziali vittime di truffe analoghe. Sempre con proposte di lavoro, richieste di denaro e finti contratti, con il timbro della presidenza del consiglio dei ministri.
Oltre alla lista di nominativi, in effetti, i carabinieri avrebbero trovato anche delle bozze di contratto simili a quella mostrata all’ignaro 40enne, che per ora resta l’unica vittima accertata dai militari.
Chiunque fosse stato contattato, di recente, per offerte di lavoro, magari dietro pagamento, può rivolgersi al comando provinciale dei carabinieri di Viterbo, che continua a indagare sulle proporzioni della truffa.
