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Adriano Santori: “Recuperiamo soldi controllando l’evasione”

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Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

Il sindaco di Graffignano Adriano Santori

– Attività estrattiva ferma e riduzioni statali nel bilancio mettono in difficoltà il Comune di Graffignano.

Il sindaco Adriano Santori però fa fronte alla crisi con una politica tributaria che non ha aumentato le tasse e ha recuperato entrate con la lotta all’evasione.

“I problemi – dice Santori – sono quelli che vivono gli altri enti locali del Viterbese e il paese intero. C’è una difficoltà oggettiva specie sull’occupazione per le attività che hanno avuto un calo sostanziale di lavoro.

Aumentano inoltre i casi di povertà che fanno riferimento al comune e quindi all’assistente sociale. La situazione è abbastanza seria e delicata”.

Anche a Graffignano, lo stato ha ridotto i finanziamenti. “Il bilancio ha subito un taglio di 200mila euro che in un comune di 2370 abitanti è significativo. Per i piccoli enti come i nostri basta poco a trovarci in difficoltà”.

Per rimediare l’amministrazione ha applicato una specifica politica tributaria. “Abbiamo lasciato le tasse al minimo recuperando entrate dall’evasione. Ora valuteremo come porre rimedio ai tagli facendo quadrare il bilancio”.

I servizi però ne hanno risentito. “I servizi essenziali ai cittadini sono garantiti, mentre sono diminuiti quelli del settore culturale. A breve poi, nel rispetto della normativa sugli enti locali, ne accorperemo alcuni, con Bagnoregio, Castiglione in Teverina Civitella D’Agliano e Lubriano, che fanno parte del consorzio in Teverina”.

Una soluzione poco incisiva per il sindaco. “Credo l’accorpamento sia negativo. Al di là del risparmio che si può verificare, per me, significa dare un servizio ai cittadini con tempi più lunghi e incerti”.

Il comune sta cercando di intervenire per le famiglie in difficoltà. “I casi di povertà sono cresciuti del dieci per cento e d’accordo con l’assistenza sociale, che fa riferimento a Montefiascone, stiamo cercando di aumentare i fondi in questo settore. Sempre compatibilmente con il bilancio”.

L’imprenditoria soffre. Per Santori l’attività estrattiva vive una crisi senza precedenti. “C’è un calo sostanziale di richiesta perché l’edilizia è ferma. Una situazione così non la ricordo da tempo. Questo ha provocato licenziamenti e casi di cassa integrazione programmata. C’è preoccupazione anche per i giovani. Per adesso non sappiamo nemmeno quali misure adottare perché tutto dipende dal governo centrale che per ora non dà risposte. Se si continua di questo passo non so dove si andrà a finire”.

Per sopperire alla crisi, Santori insisterà sui punti di forza del paese. “Stiamo facendo dei lavori di riqualificazione al Castello Baglioni anche grazie ai finanziamenti regionali. Procederemo poi alla costruzione dell’Ecomuseo del Tevere, valorizzando il patrimonio artistico e culturale dopo le recenti scoperte archeologiche. Dobbiamo incentivare il turismo”.

Proprio in questo ultimo settore Santori ha messo in campo diverse iniziative. Una su tutte. “Per la prima volta nella storia di questo comune – spiega – abbiamo attuato una revisione del piano regolatore generale per l’ampliamento della zona B e cioè quella degli insediamenti produttivi. Vogliamo creare delle aree specializzate, sfruttando la vicinanza con il casello di Attigliano”.

Il governo nazionale sta mettendo in campo misure impopolari, ma per Santori, non si devono addebitare colpe a Monti. “L’esecutivo sta pagando una situazione che si è venuta a creare per la malagestione amministrativa degli ultimi quaranta anni. Non è lui la causa dei mali”.

Da rivedere il taglio agli enti locali. “Secondo me il taglio delle province e dei consiglieri degli enti locali è discutibile. I cittadini cercano aiuto da noi amministratori locali e siamo noi a dover dare delle risposte. I tagli non si possono fare su un consigliere che in un comune di pochi abitanti prenderà trenta euro all’anno, lavorando però tutti i giorni in mezzo alla piazza a contatto con la gente. Non è la soluzione“.

Il governo dovrebbe avere un occhio di riguardo per le piccole realtà. “Bisogna detassare i trasferimenti dello Stato – conclude Santori -. Il minor trasferimento agli enti locali crea danni seri e deve essere rivisto. Inoltre devono essere presi provvedimenti per i lavori pubblici appaltati e finiti su finanziamenti regionali a fondo perduto che non ricevono risposte da parte della Regione stessa. I piccoli comuni si trovano ad affrontare anticipazioni di cassa improponibili che mettono in seria difficoltà”.

Paola Perdomenico


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