Riceviamo e pubblichiamo – “Dobbiamo aprire in tutta la regione un confronto pubblico e una discussione ampia sul riassetto delle Province per determinare un rapporto diverso ed equilibrato con la città di Roma”.
A dichiararlo è il segretario provinciale del Pd Viterbo, Andrea Egidi, intervenuto ieri all’incontro sulla riforma degli enti provinciali organizzato nell’ambito della Festa democratica dell’unità in corso a Civita Castellana dal 31 agosto al 9 settembre.
Assieme al segretario del Partito Democratico, il consigliere provinciale Alessandro Angelelli, Pierluigi Bianchi, responsabile Organizzazione Pd, il segretario del Pd di Civita Castellana Raniero Brunelli, Eleonora Bracci, vicesegretario di Civita Castellana, e Daniela Bizzarri della segreteria provinciale del partito.
“Le modalità adottate dal governo Monti per la riorganizzazione delle Province – ha detto Egidi – non sono condivisibili. Non c’è stato un minimo di confronto né con le associazioni degli enti locali né con la società. Quest’ultima, organizzata spesso su un livello provinciale. È necessario invece ragionare su un impianto di riforme complessivo. Un tema che il Pd regionale affronterà a partire dalla riunione del 6 settembre”.
Con la riforma del governo Monti, che fissa due parametri decisivi per la sopravvivenza degli enti provinciali (estensione territoriale superiore ai 2.500 kmq e 350mila abitanti), la Provincia di Viterbo rischia di essere accorpata con altre province della regione Lazio, mentre Roma acquisirebbe lo status di città metropolitana. Le province italiane incidono sulla spesa dello Stato solo per 17 miliardi di euro, a fronte di un dato complessivo che si attesta attorno agli 800 miliardi.
La spending review opera inoltre un taglio di 500 milioni di euro per il 2012 e 1 miliardo di euro per il 2013, perché considera come “consumi intermedi” un totale di 3,7 miliardi. Tuttavia questa cifra contempla anche voci di bilancio delle Province (vale a dire oltre 2miliardi e 400 mila euro) che non sono affatto consumi intermedi, ma servizi. Pertanto, considerando che il totale effettivo dell’ammontare dei consumi intermedi (escluse le spese per i servizi) è pari a 1,3 miliardi, il taglio reale alle province dovrebbe essere di 176 milioni di euro per il 2012 (anziché 500) e 352 milioni di euro per il 2013 (anziché 1 miliardo).
“Favorevole all’accorpamento delle province – ha detto Angelelli – ma dobbiamo avviare un percorso che punti prima all’unione dei Comuni e alla condivisione delle loro funzioni, poi alla fusione degli stessi”.
“Come Partito Democratico – ha poi aggiunto Bianchi – dobbiamo essere in grado di svolgere un ruolo di primo piano nella ridefinizione delle Province affinché diventino concretamente un ente intermedio tra Regioni e Comuni”. “Il vero problema – ha sottolineato poi la Bizzarri – non sono le province, che vanno lasciate vivere, ma gli enti inutili e semmai i costi della Regione”.
Tante le persone che ieri sera, al parco del Boschetto, hanno preso parte alla prima delle dieci giornate della Festa Democratica di Civita, “un patrimonio unico del Pd – così l’ha definita Egidi – e un appuntamento ineguagliabile”. Questa sera sarà invece la volta del sindaco di Firenze Matteo Renzi chiamato a presentare, assieme al sindaco di Civita Gianluca Angelelli, il libro “Stil Novo”.
Pd Viterbo

