– “Rigore, efficienza, giustizia. Sono i canoni che costituiscono la stella polare che guida la guardia di finanza”.
Il comandante provinciale della guardia di finanza Alfonso Amaturo ha sintetizzato così i valori che ispirano la missione degli uomini delle Fiamme gialle, oggi riuniti nel duomo di San Lorenzo, per la messa in onore del patrono San Matteo (fotocronaca).
A celebrare la cerimonia il vescovo di Viterbo Lino Fumagalli.
“E’ l’occasione oggi – ha detto il vescovo – per rendere al corpo della guardia di finanza tutta la nostra gratitudine nei loro confronti. Il loro non è un compito di certo facile. E’ un servizio per il bene comune. Un servizio che sarebbe superfluo se ogni cittadino rispettasse le regole e percepisse il proprio contributo come bene fondamentale per l’intera collettvitià.
Non dobbiamo pensare – ha continuato il vescovo Fumagalli – che non pagare le tasse sia un furto a un’entità astratta. Non pagare le tasse vuol dire privare la collettività di un letto d’ospedale, o della possibilità di tappare una buca per strada. E’ un furto a tutta la collettività”.
“Gli uomini e le donne della guardia di finanza – ha spiegato il comandante Amaturo – sono chiamati a servire il bene comune, così come il nostro patrono san Matteo, esattore delle tasse, è stato chiamato dal Signore a compiere la sua missione al servizio della collettività.
So bene – ha detto il comandante -, come sanno bene anche le nostre famiglie, con quante e quali difficoltà quotidiane svolgiamo il nostro lavoro.
Lavoro che, citando madre Teresa di Calcutta, è solo una goccia nell’oceano. Ma se non ci fosse, di quella goccia se ne sentirebbe la necessità”.
Alla messa hanno partecipato le autorità e le istituzioni della città, a partire dal prefetto Antonella Scolamiero, il questore Gianfranco Urti, il sindaco di Viterbo Giulio Marini, il presidente della Provincia Marcello Meroi, il procuratore di Viterbo Alberto Pazienti, e tutti gli alti gradi della Polizia, dell’Arma dei carabinieri e dell’esercito.








