Riceviamo e pubblichiamo – Lega Federalista scende in aiuto a numerose famiglie di San Martino al Cimino, residenti nelle zone non servite dal metanodotto, che rischiano di dover pagare maggiori costi – arretrati compresi – alle aziende fornitrici di combustibili per riscaldamento, a causa di una legge a dir poco assurda.
La vicenda, segnalata da oltre un anno al Comune di Viterbo dal presidente di un consorzio stradale di San Martino al Cimino, e la cui risposta è stata sollecitata con un’interrogazione presentata prima dell’estate in consiglio comunale dal consigliere Alfiero Spadoni, non ha trovato possibilità di soluzione in quanto, fa notare l’assessorato competente, per aver diritto ad uno sconto sulle accise che gravano sul combustibile per riscaldamento, la legge stabilisce che le abitazioni siano ubicate nei comuni e rispettive frazioni situati, entrambi, nelle zone climatiche “E”.
Il problema è che per la definizione della zona climatica fa testo la quota dove è ubicata la casa comunale, ovvero, Palazzo dei Priori. Nel caso di Viterbo la casa comunale cade nella zona climatica “D” (senza diritto, quindi, alla riduzione sul costo del combustibile per riscaldamento), mentre la frazione di San Martino al Cimino, posta a quota più elevata, ricade in zona climatica “E”, proprio come prevede la normativa che tratta l’argomento riduzione dei costi del combustibile per le zone non servite dal metanodotto.
Ma evidentemente, secondo la legge, i cittadini di San Martino percepiscono il freddo di Viterbo e non quello che si sente lassù, all’Abbazia cistercense.
Per questa incomprensibile e penalizzante direttiva legislativa il consigliere Maurizio Pinna di Lega Federalista ha richiesto al senatore Fabio Rizzi (Lega Nord) di presentare una interrogazione parlamentare, inviando nella giornata di oggi una descrittiva relazione corredata dei riferimenti legislativi necessari per procedere.
“Non si può – afferma Pinna – far trascorrere quasi due anni senza rispondere ad una richiesta scritta dei cittadini, ma non si può nemmeno non provare a riportare la logica tra quelle leggi visibilmente errate che penalizzano, come al solito, i cittadini già massacrati all’aumento di tasse, balzelli e costi della vita lievitati, oltre ogni limite sostenibile, a causa della politica condotta da questo Governo. Un Governo – prosegue il consigliere leghista viterbese – di tecnici che “si è limitato a spostare una parte di debito pubblico dallo Stato alle famiglie”, per usare le parole di Gianluca Pini, parlamentare del Carroccio”.
Nel frattempo, mentre il Gruppo di Umberto Fusco scrive questo comunicato, una mail del senatore Rizzi, inviata a Pinna con la consueta sorprendente rapidità risponde: “… l’interrogazione potrebbe essere pubblicata domani, al massimo martedì. L’argomento trova in me tutto il sostegno necessario…”. Altro che due anni di attesa per una risposta senza alcuna speranza di soluzione!
Lega Federalista
