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Sanità, la Polverini poteva utilizzare meglio i soldi…

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La candidata Daniela Bizzarri

La candidata Daniela Bizzarri

Riceviamo e pubblichiamo – Non mi colpisce tanto, quanto accaduto alla Regione Lazio relativamente allo scandalo Fiorito capogruppo Pdl, quanto le alterazioni, i comunicati, le scuse ai cittadini, i tagli drastici della presidente Renata Polverini.

Per quanto riguarda il settore salute, sanità, benessere alle donne, vi propongo uno stralcio pubblicato su Affaritaliani: “Qualche esempio: per convincere romani e laziali a donare il sangue, nei 21 giorni compresi tra il 30 maggio e il 21 giugno ha speso duecentosettantunomila e 803 euro per le affissioni della campagna “Doniamo il sangue”.

Non solo volantini, ovviamente, ma anche paginette di giornali, spot radiofonici e siti internet. E questo dopo aver commissionato una campagna a tappeto in occasione della manifestazione “Corriamo insieme per le donne” la cui comunicazione è costata 116.263,80 euro. Qui non solo manifesti ma anche un camper, un po’ di spot e internet. Ma la salute è un valore così alto che merita anche un provvedimento d’urgenza. Per la manifestazione Incontra salute 2011, tenuta nel 2011 al laghetto dell’Eur, arriva un provvedimento last minute che paga 25 mila euro di affissioni nel 2012.

Qualora la Regione volesse replicare, sarebbe opportuno spiegare se si tratta di un errore, oppure un evento del 2011 obbliga alla stampa di manifesti nel 2012. Beato chi ci capisce qualcosa. Sempre last minute il provvedimento per altri manifesti: li merita l’iniziativa “Precari – Il Lazio Regione fondata sul lavoro”. Qui la “R maiuscola” tradisce che si tratta di Lazio istituzione e non di territorio. Il lavoro è quello della tipografia che ha stampato 25 mila euro di manifesti, più i soliti spiccioli”

Ed ora torniamo a noi. La presidente Polverini, è notorio a tutti, quanti danni abbia arrecato alla nostra provincia e alla nostra città, partendo dalla chiusura di alcuni ospedali importanti, riducendo posti letto, togliendo le eccellenze, riducendo il nostro ospedale di Belcolle, ad un centro collassato, in stato fatiscente, ma soprattutto non più in grado di rispondere alle necessità e urgenze di tutto il territorio.

Ma riprendendo l’articolo sopracitato, di quanto speso per comunicare quanto le sta a cuore la salute e il benessere delle donne, è sufficiente fare un giretto al reparto di ostetricia e ginecologia.

Occorre intanto precisare che la legge Stato-Regione, definisce i livelli degli ospedali in base alle loro eccellenze. Benissimo: noi abbiamo “la Rianimazione Neonatale”, che va a curare tutte le patologie per i prematuri e tutte le altre casistiche di piccoli nati. Un particolare, a questo vanno associati gli strumenti necessari: sala operatoria accanto alla sala parto, servizio anestesista dedicato. Non ci risulta che questo esista.

Proprio il primario Giorgio Nicolanti, ricordava che quando si trasferì a Viterbo il 01/01/2011, stavano iniziando i lavori per adibire la sala operatoria accanto alla sala parto, dato che tutto era stato predisposto e deliberato. Poi ci fu una sospensione, e poi… il nulla.

Sempre per ritornare poi al reparto, mi ci sono trovata proprio la seconda metà di agosto. Non abbiamo dimenticato il grande caldo che ci ha attanagliato, ma nessuno ha pensato che proprio li, dove le donne in travaglio, i bambini appena nati, potevano aver bisogno in modo particolare di un clima fresco. Niente condizionatori.

Poche possibilità di tenere aperte le finestre, e una “chicca” un campanello per due. Si è proprio così in alcune camere un campanello per chiamare le infermiere doveva essere sufficiente per due letti, in modo che se di notte una donna aveva necessità, doveva svegliare anche l’altra per suonare il campanello.

Non vi stupite, perché ognuno deve avere un santo in paradiso! Neanche un mese prima un paziente ricoverato in ortopedia, aveva scritto una lettera pubblica lamentando l’assenza di condizionatori nel reparto e giustamente una ulteriore sofferenza. Bene, nell’arco di 15 giorni si è provveduti a installare i condizionatori!

Allora mi chiedo, e chiedo anche a chi di competenza, se esistono malati di serie A, malati di serie B, lavoratori di serie A e lavoratori di serie B.

Infatti nel citato reparto, a parte le mamme e i piccoli nati che hanno una priorità su tutto e su tutti, non dimentichiamoci del personale medico, paramedico e ostetrico,

Io personalmente debbo fare un plauso a tutti loro, perché stando a contatto, ho potuto constatare l’abnegazione, la dolcezza, la dedizione, la disponibilità di tutti, e nonostante lo scarso personale, la prontezza e la velocità per cercare di dare il meglio.

Questo cara presidente Polverini, vuol dire “avere a cuore la salute delle donne”, e tutti quei milioni di euro avrebbero potuto “fare tanto” invece di “dire il nulla”.

Daniela Bizzarri
Responsabile Politiche sociali nella segreteria provinciale del partito democratico di Viterbo


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