(g.f.)- Ha i numeri per continuare a fare l’assessore, eppure è tra quelli che rischiano di più nel taglio della giunta da dieci a sei a palazzo dei Priori.
Sempre che non ci sia una riduzione totale. Via tutti e tutti a casa.
Nella crisi in comune che domani avrà il suo epilogo, scadendo i termini per ritirare le dimissioni di Marini, Vittorio Galati è tra quelli che dal primo momento è stato inserito nell’esclusivo gruppo di quelli sicuramente da tagliare.
Il diretto interessato non sembra avere gradito molto. “In giunta sono quello che ha preso più voti – ricorda Galati – soltanto Zucchi viene prima di me. Ho ottenuto seicento preferenze”.
A quanto pare non bastano.
“Mi dà fastidio – continua Galati – sentire dire che io abbia padrini romani o correnti varie di riferimento. Io ho solo la gente che mi ha scelto, consentendomi di stare dove sono per la terza volta. Non sono stato eletto perché sono alto, biondo e con gli occhi azzurri”.
Su questo nessun dubbio, magari sono proprio queste le caratteristiche che gli consentirebbero di rimanere in giunta. Un voto estetico, più che elettorale.
