Riceviamo e pubblichiamo – La serenità con cui ho affrontato lo scorso giovedì il confronto con i magistrati in Procura, mi consente di pensare al lavoro che c’è ancora da fare in questi mesi che precedono la scadenza del mio mandato da sindaco.
E’ con la stessa serenità che in questi giorni faccio delle riflessioni che mi portano a pensare quanto, certe vicende, a volte, possano essere gestite in maniera diversa, se non addirittura opposta. In queste ultime ore, uno spunto di riflessione me lo ha fornito proprio l’onorevole Sposetti, a seguito di quanto dichiarato nell’ambito della conferenza da lui stesso convocata per questa mattina.
Ho notato con stupore il suo atteggiamento per nulla garantista in merito all’avviso di garanzia da me ricevuto la scorsa settimana. Episodio che mi ha portato a voler subito chiarire in Procura la mia posizione e l’ipotesi di reato contestato. Un gesto dovuto e voluto nel rispetto della mia città, ma compiuto anche per evitare la strumentalizzazione di tale notizia da parte di sciacalli che al bene della città antepongono il vantaggio politico che se ne potrebbe trarre.
Ricordo come l’onorevole Sposetti, in un’altra occasione, di fronte a una vicenda ben più grave della mia, con tanto di arresto di autorevoli rappresentanti istituzionali di un comune dell’alta Tuscia, con un’ideologia politica perfettamente in linea con quella del suo partito, fu, al contrario, estremamente garantista, presentando addirittura un’interrogazione parlamentare all’allora ministro di Grazia e giustizia.
Mi fermo qui. Senza addentrarmi nella distinzione della questione che vede coinvolta la Regione Lazio, i suoi amministratori e l’evento fieristico Vinitaly. L’onorevole Sposetti sono certo conosca però bene le varie vicende, ma in questo momento fare di tutta un’erba un fascio è più conveniente. La campagna elettorale deve andare avanti, e la notizia fa gola.
Lo scorso 27 settembre davanti agli inquirenti ho chiarito il senso di alcune intercettazioni telefoniche. Il contenuto emerso da quel confronto mi ha garantito ulteriore serenità e soprattutto fiducia per l’esito di questa vicenda. E se prima del 25 settembre, giorno in cui ho ritirato le mie dimissioni, avevo qualche dubbio sulla prosecuzione del mio mandato da sindaco, ora più di sempre ho la certezza di aver fatto la scelta giusta a non “ammainare quella bandiera”.
Fino all’ultimo giorno da sindaco lavorerò per il bene di Viterbo, come ho sempre fatto in questi anni.
E questo voglio farlo insieme a tutte quelle persone che si mostreranno disponibili a voler portare avanti questa azione di miglioramento. Un’azione incentrata su confronti, scambio di idee, incontri, per meglio organizzare, pianificare e agire.
Una collaborazione che voglio condividere con tutti quei concittadini responsabili, dotati di buon senso, che hanno davvero a cuore Viterbo.
Giulio Marini
Sindaco di Viterbo
