- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Troppi dilettanti in campo…

Condividi la notizia:

Antonella Bruni

Antonella Bruni

Riceviamo e pubblichiamo – Cari amici (e)lettori, ove i potenti direttori dei media me lo consentiranno, vorrei condividere con voi alcune riflessioni. Direbbe qualcuno: “ma come, Roma brucia e tu suoni la cetra?”, veramente io vorrei chiamare i pompieri, prima di tutto e poi, magari, redigere un regolamento per la prevenzione incendi, perché ciò che prende fuoco non appartiene ai piromani bensì a tutti noi che, presto o tardi, paghiamo i conti e contempliamo le macerie.

Io credo e vado controcorrente in questo, che un politico, preferibilmente non di professione, dovrebbe essere almeno competente e dotato di buonsenso, non proprio gli elevati requisiti necessari per essere assunti alla Nasa – salvo parentopoli – ma quelli minimali per non distruggere la cosa pubblica che gli viene temporaneamente affidata.

Se esaminiamo i recenti eventi che vedono protagoniste le amministrazioni della regione Lazio, del comune e della provincia di Viterbo, converrete con me che sono accomunate da una sottile linea rossa di inadeguatezza degli attori.

Alla regione abbiamo un esempio eclatante di come non si fa politica. In presenza di problematiche interne ad un partito, l’organo demandato a risolvere le diatribe dovrebbe essere il partito stesso, non certo la magistratura e mi sembra veramente inconsulto rivolgersi ad essa per dirimere beghe interne, pregandola di fare del male alla propria compagine, all’amministrazione di appartenenza e alla politica stessa, fornendo volontariamente, con intenti suicidi, gli strumenti relativi. Questo è quanto è successo, in pochissimi giorni, nel Lazio, in cui un’amministrazione è evaporata, con danni inimmaginabili, per evidente sconoscenza dei complessi meccanismi che regolano la politica e per la mancata comprensione del contesto più generale, nel quale causa ed effetti sono strettamente collegati. Per non venire fraintesa, sarò più chiara. Fiorito aveva sbagliato? Il fatto andava portato a conoscenza del partito, che avrebbe dovuto provvedere, dopo preliminari accertamenti, a sospenderlo e segnalare il fatto all’autorità giudiziaria. Chi fa politica dovrebbe salvaguardare l’interesse generale e soprattutto sapere che cerini accesi vicino alla benzina non sono proprio una buona idea.

In comune assistiamo, da settimane, al festival dell’assurdo. E’ stato portato a votazione il bilancio ed esso non è stato approvato; automaticamente, senza se e senza ma, l’amministrazione decade. Questo è ciò che prevede il Decreto Legislativo n. 267 del 18/8/2000, capo 2, articolo 141, comma c. e nessuno, fino ad ora, è stato in grado di citare norme reali a sostegno di una tesi contraria. Eventuali proroghe di termini sono applicabili soltanto per procrastinare la presentazione del bilancio, ma se esso viene portato a votazione e il consiglio non l’approva, l’amministrazione cessa inesorabilmente di esistere e gli atti che compie sono del tutto illegittimi. Abbiamo un sindaco che presenta le dimissioni a mezzo stampa e a fronte di un atto privo di qualsiasi valore giuridico, stabilisce di avere venti giorni di tempo per le consultazioni, dopodiché ritira le dimissioni, che secondo il suo parere aveva presentato (sic!), ci assicura che tutto è a posto, ma non indica la nuova giunta. Pertanto, sarebbe interessante sapere, nei prossimi giorni, chi va in consiglio, chi va in giunta – magari dove e fare – che e chi va a casa, auspicabilmente rimanendoci. Ironia a parte, se veramente fosse a cuore dei nostri amministratori il bene di noi (cittadini) che essi intendono rappresentare, il sindaco Marini avrebbe dovuto prendere atto della bocciatura irreparabile del bilancio, riunire il consiglio e lì, nella sede corretta, difendere il proprio operato, volare alto e difendere il futuro, in questo caso anche il proprio (di futuro).

Infine, la Provincia, gli ultimi sussulti di un monumento di archeologia istituzionale, sopravvissuto imprevedibilmente all’istituzione delle regioni. Qui la cosa è più facile da capire. Gli equilibri interni dell’Udc sono mutati,il giovane (ma neanche più tanto!) Santucci non è più solidale con il suo benefattore Gigli e vuole volare senza briglie, sogna, come il suo amico Battistoni, di fare il sindaco, non si rende conto di essere entrato nella mortale traiettoria di un micidiale ed esperto predatore. Certo non è lui il bersaglio primario (…”ma posso io litigare con un Santucci?” dice Gigli), l’obiettivo è un mutamento di assetti e di rilevanza in provincia ma, più prima che poi, il giovane sedicente leone, sarà accompagnato alla porta della giunta dall’esperto presidente Meroi che, consapevole di quanto successo in regione, non vorrà certamente fare la stessa fine, certificando tra l’altro che, non solo in politica, nuovo non è necessariamente migliore.

Questo è quanto, amici (e)lettori, affinché nessuno pensi che noi persone normali non siamo in grado di comprendere ciò che avviene nei palazzi del potere e che quei fatti sfuggano alla nostra (lunga) memoria…

Antonella Bruni


Condividi la notizia: