- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Un concentrato di sentimenti che esplode nel cielo

Condividi la notizia:

Trasporto Fiore del cielo 2012

Trasporto Fiore del cielo 2012

Trasporto Fiore del cielo 2012

Trasporto Fiore del cielo 2012

Trasporto Fiore del cielo 2012

Trasporto Fiore del cielo 2012

– Un’esplosione di gioia. Il coronamento di un sogno. Un immenso atto di fede (gallery).

Sono tante le voci che sotto la macchina raccontano le emozioni provate durante il trasporto del tre settembre. Sensazioni diverse unite da quell’unico sentimento che lega i facchini di Santa Rosa. Una squadra di uomini fatta di cuori e speranze. Un concentrato di sentimenti che esplode per una sera sotto il cielo di Viterbo.

“La prima parte è andata bene e abbiamo rotto il ghiaccio – afferma Claudio Grazini, prima fila ciuffi, arrivato a piazza Fontana grande -. E’ il quarto trasporto e ormai la macchina è rodata. In questo momento provo un po’ di fatica – ammette -, perché le emozioni più intense  le abbiamo scaricate con il “Sollevate e fermi”. Comunque essere un ciuffo per me è il coronamento di un percorso che inizia con le corde e continua fino a questo punto che è il più difficile, ma anche il più bello”.

Grande entusiasmo anche per il presidente del Sodalizio Massimo Mecarini. “Il primo tratto è andato benissimo – commenta a caldo -. La macchina è venuta giù velocemente e senza intoppi. Anche i nuovi facchini stanno lavorando bene. C’è tanta gioia nel vedere che tutto fila liscio e che anche questa volta abbiamo sconfitto il maltempo”.

Sotto la macchina non ci sono solo i facchini. “Quest’anno voglio vedere la macchina – dice Mauro Cappelloni storico ciuffo che dopo 36 anni segue il trasporto da spettatore -.  Voglio godermi Fiore del cielo dall’esterno e finora è stata un’emozione incredibile. Fare il facchino è esaltante – ammette -, ma anche vederla da qui è qualcosa di indescrivibile. Sono davvero contento”.

E’ un turbine di emozioni anche Federico Cipollari, spalletta fissa sinistra. “All’inizio quando siamo usciti con la macchina abbiamo sentito il peso poi però è andata meglio – racconta affaticato -. La parte dove la sentiremo di più sarà il Corso, per adesso però ancora siamo freschi. Dentro provo tante emozioni e sono tutte molto forti. Non ho parole per descriverle”.

C’è anche chi condivide questa esperienza con il padre, portando avanti una tradizione di famiglia. “Il cavalletto serve per appoggiare la macchina durante le soste – spiega Leonardo Massantini -. E’ un ruolo importante e serve coordinazione e rapidità per farlo. Il trasporto è un’emozione unica e diventando facchino ho coronato un sogno che avevo fin da piccolo. Oggi porto la macchina e per il quarto anno lo faccio con mio padre. Questo mi rende orgoglioso”.

Ognuno è consapevole del suo ruolo e cerca di collaborare. “Sono parte della macchina – spiega Simone Fraccaro, leva fissa destra -. Arrivati tra la fine di via Roma e piazza delle Erbe che è la parte più stretta del percorso, ci infiliamo tra i ciuffi. L’emozione è forte e cerchiamo di dare il nostro contributo. E’ un’emozione indescrivibile che si attende tutto l’anno”.

A condividere le emozioni dei facchini sotto la macchina c’è anche Vincenzo Fiorillo, uno dei costruttori di Fiore del Cielo. “Fino ad ora il trasporto è andato alla grande. La macchina sembra veloce ma in realtà risponde molto bene. Le emozioni sono indescrivibili e ogni anno è come se fosse la prima volta”.

Tra i protagonisti non manca il capofacchino Sandro Rossi che con grande entusiasmo come ogni anno incita i suoi a dare il massimo lungo ogni centimetro del percorso. “Il trasporto va bene – dice soddisfatto -. Abbiamo appena superato il pezzo più difficile e cioè quello che da piazza delle Erbe arriva alla chiesa del Suffragio. Tratto in cui la macchina deve compiere una esse per attraversare la parte più stretta in cui ci sono cinque centimetri per parte. Lo abbiamo fatto senza quasi rallentare ed è stato un lavoro di squadra eccezionale. L’emozione del trasporto è sempre forte e grandissima. Sono vicino ai miei ragazzi e cerco di rassicurarli in ogni momento”.

Vicino ai facchini anche il sindaco Marini che da sempre segue il trasporto lungo il percorso. “E’ un grande trasporto e una grande prestazione dei facchini che ancora una volta hanno dato prova di amore e passione. Tanta gente è venuta nonostante fosse lunedì e nonostante il diluvio che era stato annunciato. Santa Rosa ha vinto un’altra volta. Manca la parte finale e in questo momento domina una grande preoccupazione per la tranquillità dei facchini, delle forze di sicurezza e di tutta la città. Preghiamo che la nostra piccola patrona arrivi a casa sana e salva con la protezione dei viterbesi“.

Tra i facchini ci sono anche i veterani che continuano a dare il loro contributo alla riuscita del passaggio della macchina. “Ero terza fila ciuffi – racconta Agostino Germani – . L’ho portato per ventotto anni e adesso sono addetto al trasporto. Sono tante le emozioni sotto la macchina e c’è soprattutto la fede e il legame per la città. Sono diventato facchino dopo aver subito la perdita di un bambino quando avevo diciannove anni. Da lì ho capito che avrei portato la macchina di Santa Rosa. Ammetto che la voglia di tornare sotto c’è sempre ma arriva anche un momento in cui si capisce che si deve smettere”.

Non mancano poi i nuovi facchini pieni di entusiasmo e aspettative. “E’ un’emozione indescrivibile – racconta Marco Struffolino che quest’anno è entrato a far parte della formazione -. Un sogno che si realizza. Da piccolo ho fatto il minifacchino al Pilastro e dopo cinque anni di prove, con sacrificio e umiltà, sono entrato a far parte del Sodalizio con altri cinque ragazzi. Ricordo che il presidente ci ha chiamato per darci questa bella notizia. In quel momento ero al lavoro e sono andato via di corsa lasciando le consegne al mio collega. Ero pieno di gioia e felicità. E’ emozionante passare per le vie di Viterbo con la gente che ti acclama e ti osanna. Spero di arrivare piano piano a fare il ciuffo“.

Non ha parole nemmeno Stefano Colao. “E’ un’emozione indescrivibile – dice la spalletta sinistra fissa -. Facevo parte della minimacchina e ho continuato facendo le prove per questa grande fino a quando sono entrato. Questa serata è stata fantastica”.

Nonostante le emozioni, la concentrazione è sempre al massimo. “Durante il trasporto siamo attenti e cerchiamo di sostenere la macchina e seguirla nell’andamento – spiega il ciuffo Stefano Santucci -. Le emozioni le lasciamo al prima e al dopo il trasporto. Durante il passaggio io vedo solo i miei piedi e quelli dei facchini che mi stanno accanto. La macchina si deve muovere all’unisono con loro. Ci sono dei momenti particolari durante il trasporto, adesso ci resta la salita che è un tratto complicato, ma è anche una fatica intensa che dura pochissimo. Ho deciso di diventare facchino il 3 settembre del 1986. Avevo 14 anni e stavo sulla salita. Quell’anno c’era Armonia celeste che rischiò di cadere. In quell’occasione ho capito che avrei voluto portare la macchina e quattro anni dopo ci sono riuscito”.

Proprio sulla salita hanno un ruolo fondamentale le corde. “L’ultimo tratto è indescrivibile – dice Alessandro Costantini – tutto lo sforzo di nostri compagni si racchiude in questi trenta metri. Qui noi contribuiamo al loro impegno. Se dovessi descrivere con una parola questa serata la definirei eccezionale”.

In cima alla salita esplode l’entusiasmo di tutti. “E’ stato un trasporto da manuale – ha detto il presidente del Sodalizio sul Sagrato della chiesa di Santa Rosa -. Abbiamo avuto un grande capofacchino e facchini strepitosi che, come sempre, non hanno deluso le aspettative. Abbiamo messo paura anche alla pioggia e il maltempo è stato ricacciato indietro. Abbiamo coronato un anno di lavoro intenso portato avanti insieme agli amici dl consiglio direttivo che non ci abbandonano mai e abbiamo dato a Viterbo e ai viterbesi quello che meritano in questa serata. Il ricordo più bello è la gioia che esplode a fine trasporto. Vedere i facchini che si abbracciano con grande slancio e commozione, per me che sono il presidente, è la soddisfazione più grande”.

Le ultime parole della serata sono del capofacchino Sandro Rossi. “La squadra ha funzionato, i ragazzi hanno fatto delle cose miracolose – racconta emozionato a fine trasporto -, sono dei professionisti e sanno perfettamente come guidare la macchina. Tra tutti c’è’ un accordo di sguardi e gesti che mi permette di capire cosa accade intorno e sotto a Fiore del Cielo. Cerchiamo di fare tutto con grande perfezionismo e non per essere bravi ma per dare tranquillità a chi si siede e sta lungo le strade ad assistere. Santa Rosa è una bella manifestazione ma il trasporto è anche pericoloso e servono degli accorgimenti. Insieme a questa grande squadra stiamo attenti a non procurare spavento a nessuno perché è una festa religiosa durante la quale la gente viene a pregare. Dopo il trasporto le persone vanno a casa soddisfatte perché hanno avuto quello che cercavano. E’ un sacrificio fatto col cuore da tutti i facchini. Una squadra perfetta, una macchina fatta di uomini, cuori e speranze. Un concentrato di sentimenti che esplodono nel cielo“.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia: