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Nello Celestini da brividi

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Nello Celestini con il capofacchino Rossi e con il presidente Mecarini

Nello Celestini con il capofacchino Rossi e con il presidente Mecarini

Il giro delle sette chiese dei facchini di santa Rosa

Il giro delle sette chiese dei facchini di santa Rosa

Il giro delle sette chiese dei facchini di santa Rosa

Sandro Rossi e Massimo Mecarini

Sandro Rossi e Massimo Mecarini

Il giro delle sette chiese dei facchini
Il giro delle sette chiese dei facchini

Marcello Meroi e Giulio Marini con Nello Celestini

Marcello Meroi e Giulio Marini con Nello Celestini

Il vescovo nel discorso ai facchini a palazzo papale

Il vescovo nel discorso ai facchini a palazzo papale

– “L’acqua non c’impressiona, alle 21, quando si parte si diventa un solo cuore”.

E’ il capofacchino Sandro Rossi a incitare i suoi al raduno nella sala del conclave. Le previsioni meteo sono il tema ricorrente e i facchini guardano spesso fuori dalle finestre per capire la situazione (video: il raduno con Nello – fotocronaca: a Santa Rosa* facchini!i facchini per le vie della cittàgiro sette chiese  2012).

Ci scherza su anche il vescovo Lino Fumagalli: “A Viterbo – dice il vescovo – abbiamo via dei Tignosi, e noi tignosi lo siamo. Usciremo lo stesso. Ovviamente ci auguriamo che non piova”.

Un raduno come sempre intenso, in una sala in cui tutti sono tutti d’un sentimento. Chi oggi è protagonista e chi lo è stato per tanti anni. Un lungo applauso e tutti i facchini in piedi hanno salutato l’arrivo del presidente onorario del sodalizio Nello Celestini.

“Vi ringrazio – ha poi detto intervenendo – per l’affetto dimostratomi. Ma io sono stato soltanto uno dei tanti che hanno dato qualcosa al sodalizio”. Eppure non sembra proprio uno dei tanti. I facchini e tutta la platea si commuovono al solo sentirlo parlare e quando con la convinzione e la passione che ci mette da una vita ha di nuovo gridato “Evviva santa Rosa” la sala del conclave è stata percorsa da un brivido di emozione.

Presente e passato che si rincorrono ancora, c’è il costruttore dei primi due anni di Fiore del cielo, Loris Granziera e ci sono gli attuali, Contaldo Cesarini e Vincenzo Fiorillo. Non c’è, ma è stato comunque salutato, l’ideatore di Fiore del cielo Arturo Vittori. In serata è previsto l’arrivo del presidente della Regione Renata Polverini.

Mentre a Pino Loddo, capofacchino alla minimacchina del Pilastro è andata una targa per i suoi 40 trasporti.

“In una giornata di festa come questa – dice il presidente del sodalizio Mecarini – ci sentiamo molto vicini a chi soffre e ha problemi economici a causa della crisi. Ecco perché l’intero trasporto sarà dedicato a tutte queste persone”.

Quindi la presentazione dei sei nuovi e uno sguardo al cielo. “La pioggia è vita – continua Mecarini – ma speriamo che stasera non cada. Noi realizzeremo comunque un trasporto trionfale”.

Quando tocca al capofacchino Rossi, il più è detto. “C’è poco da aggiungere – scherza Rossi rivolgendosi al presidente – spero che almeno stasera mi lascerai un’oretta per portare la macchina.

In quest’occasione voglio ribadire il massimo rispetto per le forze dell’ordine, per quello che fanno non solo il tre settembre, ma per tutto l’anno”.

Il sindaco Giulio Marini ricorda cinque anni sotto la macchina e il prossimo anno, in cui si spera nel riconoscimento della macchina come patrimonio immateriale da parte dell’Unesco.

C’è il saluto ai nuovi sei facchini: “E’ difficile entrare a far parte della squadra – spiega Rossi – loro ci sono riusciti. Agli altri, che comunque si sono impegnati, l’augurio di farcela l’anno prossimo”.

Subisce il fascino della divisa il prefetto di Viterbo Scolamiero. Scherzando dice: “Sono andata alle prove di portata – spiega il prefetto – ma non erano così belli come oggi, vedendoli in divisa”.

Finito l’incontro, via al giro delle sette chiese.

Lungo il percorso è tutto un applauso per i Facchini, incitamenti dalle persone e qualcuno pure per il sindaco. Un cartello con la scritta “Marini daje” compare a piazza del Comune e un incitamento per Marini arriva anche a piazza delle Erbe. Per Santa Rosa siamo tutti più buoni.

Giuseppe Ferlicca


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