Riceviamo e pubblichiamo – Questa mattina all’entrata di scuola, gli studenti del liceo Mariano Buratti di Viterbo, sono stati bruscamente accolti da bandiere nere, uno striscione recitante no al governo dei baroni studenti in rivolta, volantini lanciati in aria e fumogeni di un’azione di protesta del Blocco studentesco, che collabora con Casapound.
Ma poi, protesta di cosa? Hanno urlato al megafono slogan sentiti e risentiti, scontati, hanno inneggiato alla ‘rivoluzione’ e poi, così come sono arrivati, se ne sono andati, lasciando gli studenti con un grosso punto interrogativo e tanti dubbi.
Subito dopo quest’azione noi dell’Unione degli Studenti ci siamo domandati quale fosse il loro intento, poiché il messaggio che hanno tentato di lanciare agli studenti era vago e confuso, privo di qualsiasi riferimento concreto allattualità. Non basta gridare slogan contro il governo dei banchieri per fare della buona politica o per cercare di informare sui tagli che hanno subito e continuano a subire la scuola e luniversità pubblica italiana. Ci chiediamo perchè i militanti del Blocco non abbiano spiegato le loro ragioni e ci sorge spontaneo pensare che loro stessi non sappiano per quale motivo stessero manifestando, dato che dopo la protesta non si sono nemmeno fermati per parlare con gli studenti stessi a cui si rivolgevano.
Un’altra domanda che ci siamo posti è per quale ragione in questa città non si parli mai dell’antifascismo. L’ultima volta che l’opinione pubblica si è espressa su questa tematica è stata quando alcuni esponenti di Casapound hanno aggredito Filippo Rossi durante il festival culturale Caffeina, e anche in quel caso nessun cittadino o politico ha palesemente denunciato la presenza e le problematiche collegate all’esistenza di associazioni neo fasciste nella nostra città.
Ci sembra inconcepibile che, ancora oggi, vengano tollerati e avallati comportamenti di questo tipo.
Non dobbiamo far sì che la presenza di associazioni di questo stampo sia ‘sminuita’ e non considerata come un grave problema della società, come in realtà è; non è la giovane età, come potrebbe sembrare, a spingere questi ragazzi a compiere certe azioni, ma un’ignoranza generale e una grave carenza d’informazione. Non dobbiamo dimenticare quello che ci insegna una storia non poi così lontana riguardo uno dei periodi più bui del nostro Paese.
Siamo profondamente indignati per ciò che è accaduto oggi e invitiamo la cittadinanza tutta, e in particolar modo gli studenti, a non permettere più che siano tollerati episodi del genere nella nostra città.
L’alternativa a questo scempio esiste e si chiama informazione.
Unione degli Studenti Viterbo