Riceviamo e pubblichiamo – Provo una grande indignazione rispetto alle dichiarazioni di Montino e Parroncini sulla gestione del Vinitaly da parte dell’assessorato regionale alle Politiche Agricole che, fino a ieri, ho avuto l’onore di dirigere.
Il Vinitaly, insieme ad altre attività come la spesa dei fondi del Psr, ha rappresentato il vero cambio di passo di questa amministrazione rispetto al passato e, probabilmente proprio per questo ha dato fastidio a molti. Per rispondere ai due consiglieri voglio, innanzitutto, precisare che all’interrogazione urgente presentata per avere chiarimenti alla presidente Polverini, alla sottoscritta e alla Direzione regionale agricoltura è stato risposto dettagliatamente in data 8 maggio 2012. Siccome, visti i toni dei due consiglieri del Pd, probabilmente non l’hanno letta, torno con piacere a dare spiegazioni in merito per onestà intellettuale e chiarezza d’informazione.
La procedura di affidare direttamente a Verona Fiere spa, soggetto pubblico ed esclusivista delle manifestazioni Vinitaly e Sol (il Salone internazionale dell’olio che si svolge in concomitanza con il Vinitaly), è assolutamente legittima in quanto prevista dal codice degli appalti. Tale procedura, inoltre, è la stessa utilizzata da Arsial per l’organizzazione del Vinitaly 2011 e dalla precedente amministrazione regionale di centro sinistra dal 2006 al 2010.
A conferma di ciò, ricordo a Montino e Parroncini che Arsial nel 2011 è stata vincolata ad utilizzare tale procedura in virtù di un contratto biennale, per le edizioni 2010 e 2011 di Vinitaly, stipulato dalla stessa Agenzia con Verona Fiere S.p.A. proprio durante l’amministrazione di centro sinistra, di cui Montino è stato vicepresidente.
Solo nel 2012, infatti, è stato possibile riportare l’organizzazione di Vinitaly direttamente in capo all’assessorato con una spesa complessiva di 1,6 milioni di euro, come scritto correttamente dai due consiglieri del Pd. Quello che i due consiglieri hanno sbadatamente omesso è che la stessa manifestazione nel 2006, con la Giunta Marrazzo, è costata 2,2 milioni, nel 2007 2,3 milioni, nel 2008 2,5 milioni, nel 2009 quasi 2,8 milioni e nel 2010 oltre 2,8 milioni. Quindi, con un costo medio di oltre 1 milione di euro in più di quanto speso da questa amministrazione nel 2012.
Sempre riguardo alla legittimità della procedura utilizzata, oltre ad aver già specificato che è la stessa utilizzata dall’amministrazione Marrazzo – Montino dal 2006 al 2010, ricordo ai due consiglieri, amanti del buon vino e spesso presenti al Padiglione del Lazio al Vinitaly, che la ditta organizzatrice del Vinitaly nel periodo 2006/2010 è sempre casualmente la stessa ditta di Roma. La stessa che ha organizzato sempre per l’assessorato all’Agricoltura dell’era Marrazzo numerose altre manifestazioni nazionali ed internazionali. E la stessa ditta che attraverso una diversa denominazione sociale, ma con le stesse persone, ha gestito fino a dicembre 2010 l’Enoteca regionale del Lazio e gestisce tuttora l’Enoteca della Provincia di Roma. Montino e Parroncini non avevano, ai tempi, gravi dubbi di regolarità amministrativa e certezze di pochissima trasparenza? Forse si, o forse, più probabilmente, erano distratti dalle altre vicende ancor meno trasparenti che hanno travolto l’amministrazione Marrazzo.
Fossi in Montino e Parroncini eviterei quindi di parlare di scandali del centrodestra, ma almeno per quel che mi compete parlerei di buona amministrazione del centrodestra. Io sono una persona seria e dico le cose come stanno e, soprattutto, ho avuto il coraggio e la dignità di dimettermi al contrario loro che le dimissioni le hanno annunciate, ma si sono ben guardati dal consegnarle realmente per non perdere lo stipendio.
Angela Birindelli
ex assessore all’Agricoltura della Regione Lazio
