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Violenza su bimba, la madre parla per un’ora in aula

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Il tribunale di Viterbo

Un’ora a parlare davanti a giudici, pm e avvocati.

E’ stata la testimonianza più lunga, quella della madre della bimba che ha denunciato il “patrigno” per violenza sessuale.

La donna è stata ascoltata ieri al processo a porte chiuse in corso al tribunale di Viterbo.

L’imputato è il suo ex convivente, un operaio 50enne di Orte in carcere da un anno e mezzo. L’accusa è di aver ripetutamente chiesto sesso orale alla figlia della sua compagna. Abusi che, stando alla ricostruzione del pm Renzo Petroselli, sarebbero iniziati nel 2008, quando la bimba aveva appena 6 anni, e andati avanti fino all’arresto del 50enne, nel marzo 2011.

La mamma della presunta vittima ha confermato quanto già riferito agli agenti della squadra mobile durante le indagini. Prima il malessere indefinibile che aveva notato nella figlia. Poi i suoi racconti scioccanti, che parlavano di approcci tentati dall’operaio quando lui e la piccola erano soli in casa.

Oltre alla donna, è stata ascoltata la dottoressa Simonetta Taucci, incaricata di svolgere una perizia per valutare la capacità di testimoniare della bambina. “La piccola ha un’intelligenza sopra la media, buona memoria, sa distinguere tra menzogna e verità”, avrebbe detto il perito. In definitiva, è perfettamente in grado di testimoniare a processo. Circostanza, quella sottolineata dal perito, che accresce il peso della deposizione che la bimba ha reso alla scorsa udienza. Un racconto che, ora, quindi, assume a tutti gli effetti il valore di una prova contro l’operaio.

Sul banco dei testimoni, ieri pomeriggio, anche la presidente del centro antiviolenza Erinna, Anna Maghi, l’assistente sociale e la pediatra che hanno seguito la bambina.

Prossima udienza, l’8 gennaio, per sentire gli ultimi due testimoni del pm, l’imputato e iniziare il giro dei testi della difesa.


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