Riceviamo e pubblichiamo – Alla Canevari 164 firme non bastano. Non è possibile cambiare l’orario. Rimangono 27 ore su cinque giorni.
Sabato ho avuto la delusione di leggere il verbale del collegio docenti del 10 settembre 2012 (quello in cui 42 docenti della scuola Canevari hanno votato di ridurre l’orario scolastico a 27 ore settimanali distribuite su cinque giorni) e di sapere che il dirigente scolastico non ritiene più possibile rivedere un orario che ha così gravemente disatteso i patti che la scuola Canevari ha stipulato con i genitori degli alunni negli ultimi quattro anni.
A tutt’oggi non sono state fatte riunioni o comunicazioni dirette ai genitori, che giustifichino questa drastica variazione d’orario (10% delle ore in meno, un giorno in meno a settimana). Il verbale del collegio docenti non riporta nessuna motivazione didattica per nessuno dei cinque modelli orari messi ai voti. Non posso non fare domande.
Alle 42 maestre che hanno votato per il tempo scuola ora applicato (cioè 27 ore distribuito su 5 giorni) vorrei chiedere: premesso che il collegio docenti si esprime in materia di didattica, quali sono le ragioni didattiche, educative e pedagogiche che le hanno spinte a questa scelta?
Alle 20 maestre che hanno votato la proposta oraria che introduceva un cambiamento meno drastico rispetto all’orario degli scorsi anni (30 ore per le classi quinte, 29 per terze e quarte, 28 per le seconde e 27 per le prime, tutte su 6 giorni), vorrei chiedere: perché non avete chiesto che le vostre ragioni didattiche venissero registrate nel verbale del collegio?
Al dirigente scolastico che si schiera dietro la legalità di un’applicazione a suo dire letterale delle disposizioni, vorrei chiedere: ma le scuole che sono riuscite a fornire un modello orario di 30 ore alle classi quarte e quinte, di 29 ore alle altre e 27 ore solo alle prime e alle seconde, sono dunque nell’illegalità?
Ai genitori che trovano comodo non accompagnare i figli il sabato a scuola, vorrei chiedere: perché avete scelto il tempo normale alla Canevari dove non era mai stata applicata la settimana corta per le classi antimeridiane?
Ai genitori che pensano che 24-27 ore settimanali alla scuola primaria siano più che sufficienti vorrei chiedere: perché vi aspettate che la scuola offra anche materie come inglese e informatica, non insegnate 20 fa? Non trovate che il mondo di oggi richieda ai nostri figli molte più competenze di quante non servissero a noi?
Ai genitori che temono che indignarsi contro questa decisione tardiva e stravolgente possa avere ripercussioni sul clima in classe e sul buon rapporto alunni-insegnanti, vorrei chiedere: quale fiducia avete nella professionalità delle insegnanti dei vostri figli? Perché ne avete così poca stima?
Alle maestre che, per non urtare le colleghe in maggioranza, non si sono opposte, pur contrarie, a questa variazione dell’orario vorrei chiedere: è possibile che sul lavoro non sia possibile avere vedute divergenti e pure mantenere un clima di serena collaborazione? Pensarla diversamente è forse un’offesa personale?
A tutti coloro che invocano il principio democratico della maggioranza vorrei chiedere: chi si prende cura dei diritti di chi è in minoranza? E’ democraticamente giusto, per esempio, che anche solo pochi bambini debbano uscire prima dell’orario previsto per poter usufruire dello scuolabus che non può erogare il proprio servizio dopo le 13,30? Domande.
Maria Matilde Coletta
