– Atti amministrativi e una determina comunale. Documenti che, secondo la linea difensiva, proverebbero l’innocenza di Luciano Cardoni.
L’assessore all’Ambiente di Graffignano, arrestato nel blitz Genio e sregolatezza, ha concluso in tarda mattinata l’interrogatorio di garanzia.
Dei quattro arrestati sentiti stamattina, Cardoni è stato l’ultimo. L’unico che si è intrattenuto per una buona mezz’ora nell’ufficio del gip di Viterbo Franca Marinelli. Non ha risposto alle sue domande, ma ha consegnato al giudice due atti. Uno è una determina comunale riguardante l’appalto per la gestione dei rifiuti solidi urbani di Graffignano. L’altro è un documento relativo ai lavori alla palestra e al palazzo comunale. Appalti che, secondo i magistrati, sarebbero stati truccati. In alcuni casi – non in quello di Cardoni – in cambio di presunte tangenti.
26 le gare finite nel mirino, ripartite tra diversi comuni della provincia che si affidavano al Genio civile per la burocrazia degli appalti. Dall’ufficio regionale, secondo i pm, partiva la “fuga di notizie” su bandi e gare: un passaggio di informazioni dai funzionari al gruppo di imprenditori che, stando alle accuse, si sarebbero spartiti appalti per 12 milioni di euro.
La difesa di Cardoni ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari, cui l’assessore è sottoposto da martedì, giorno del maxi blitz della forestale. I pm Fabrizio Tucci e Stefano D’Arma si sono riservati di esprimere a breve il loro parere. Dopodiché, si pronuncerà il gip.
Prima dell’assessore, il funzionario del Genio civile Gabriela Annesi e gli imprenditori Marcello Rossi e Daniela Chiavarino si erano avvalsi della facoltà di non rispondere.
Domani gli interrogatori di garanzia degli altri arrestati, tra cui il sindaco dimissionario di Graffignano Adriano Santori.





