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Ascensore a valle Faul, Marini prova a risalire

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Giulio Marini in conferenza

Giulio Marini

(g.f.) – Ascensore a valle Faul, Giulio Marini prova a risalire.

Dopo la bocciatura nell’ultima seduta di consiglio sulla delibera per l’esproprio dei terreni necessari a realizzare il progetto (cinque consiglieri non hanno preso parte alla votazione, Alleanza per Viterbo compresa), martedì prossimo si ritorna a discuterne.

Ieri la conferenza dei capigruppo ha stabilito le nuove date di consiglio, la prima delle quali il 23. Stavolta il primo cittadino non dovrebbe avere problemi ad arrivare a 21 consiglieri presenti, quota minima per avere il numero legale. Ha stretto i ranghi, Spadoni (o chi per lui se si dovesse dimettere) e Salza dovrebbero esserci.

Nonostante questo, ieri in conferenza dei capigruppo è stata battaglia per stabilire se la seduta di martedì dovesse essere in prima o seconda convocazione. Il sindaco spingeva per la seconda ipotesi. Dettaglio non da poco, visto che il quorum si abbassa. Ma alla fine è passata la linea della minoranza, si riparte come prima convocazione, quindi dai 19 della volta scorsa, i consiglieri di maggioranza dovranno arrivare a 21. In questo caso, l’opposizione rimarrà, avendo, salvo qualche distinguo, dato l’assenso al progetto.

Non si sa invece, cosa faranno Fracassini, Marcucci e Bracaglia. I tre di Alleanza per Viterbo, usciti al momento del voto la scorsa volta, martedì potrebbero anche rimanere in aula e magari astenersi. Segno che tra il primo cittadino e il gruppo si sta tentando una sorta di riavvicinamento, la cui vera prova del fuoco sarà il bilancio da approvare entro fine mese.

Intanto ieri in conferenza dei capigruppo è stato inserito all’ordine del giorno un punto che riguarda le circoscrizioni, chiesto da Alvaro Ricci (Pd) e Mauro Innocenti (Sel). Secondo la norma, gli ex comuni poi accorpati, hanno la possibilità di formare un municipio (a costo zero, ma con uffici decentrati).

Questo varrebbe per diverse realtà a Viterbo, San Martino, Bagnaia e Grotte Santo Stefano. L’ordine del giorno inserito ieri serve a modificare lo statuto comunale, primo passo per arrivare ai municipi.


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