Riceviamo e pubblichiamo – Rilanciamo la petizione per le prossime settimane continueremo a raccogliere le firme: fuori le scuole, nelle piazze, nelle iniziative, nei centri di ritrovo dei ragazzi della provincia di Viterbo per dare un segnale sostanziale di cambiamento.
L’Europa così com’è non ci piace e vogliamo cambiarla: renderla più vicina ai cittadini, più accessibile, più democratica, più unita e solidale.
Lo strumento che ci siamo dati e su cui sensibilizzeremo giovani e meno giovani si chiama Rise up. Si tratta della prima petizione popolare lanciata dalle organizzazioni giovanili progressiste d’Europa.
Giovani italiani, tedeschi, austriaci, francesi, irlandesi, spagnoli, portoghesi e belgi l’hanno costruita insieme per fare sentire la propria voce contro le politiche d’austerità e con la consapevolezza che che l’Europa è innanzitutto una comunità di destini, che non ci sarà futuro se non si aggrediscono i divari tra territori, tra redditi, tra opportunità.
Si tratta di un vero e proprio impegno delle giovani generazioni europee per dare risposte concrete orientate verso l’uscita dalla crisi. Uscita che non avverrà certo grazie alla sterile applicazione dei piani di austerità proposti dai conservatori.
Attraverso la petizione, che si può sottoscrivere anche online (www.iriseup.eu), chiediamo al Consiglio europeo di:
1) introdurre una patrimoniale per aumentare le entrate dei singoli stati Stati e garantire la copertura delle spese per il Welfare e l’educazione pubblica mettendo al tempo stesso fine ad un’iniqua e ingiusta pressione fiscale attraverso l’introduzione di un’aliquota più alta sulle rendite e una pressione fiscale più bassa sulle imprese;
2) mettere in campo una lotta ai paradisi fiscali per porre fine alla fuga dei capitali;
3) inserire una “social guarantee” per i giovani europei al di sotto dei 24 anni;
4) prevedere nei prossimi cinque anni investimenti massicci per il risparmio energetico e le energie rinnovabili al fine di creare nuovi posti di lavoro legati all’economia verde;
5) proteggere i lavoratori europei introducendo il minimo salariale europeo e misure obbligatorie per il pari trattamento economico tra uomini e donne;
6) assicurare la piena indipendenza degli Stati dalla finanza globale dando alla Banca Centrale Europea il potere di concedere prestiti direttamente;
7) introdurre una tassa dello 0,1% sulle transazioni finanziare in modo da aumentare il bilancio europeo per le politiche di occupazione;
8) rendere l’Unione europea più democratica dando maggiori poteri al Parlamento europeo.
Su queste proposte noi ci mettiamo la firma.
Giovani democratici della provincia di Viterbo