Riceviamo e pubblichiamo – Da mesi il sindaco Vita sogna ciò che era e maledice ciò che è diventato.
Sogna i voti presi alle ultime elezioni, le festose inaugurazioni, i soliti discorsi di sempre, le solite promesse di sempre. Maledice in privato la litigiosità dei suoi consiglieri, le loro ambizioni, le loro imboscate, la loro inconcludenza.
La scorsa settimana il sogno è diventato un incubo e per poco non cadeva dalla sedia. L’aumento dell’Imu è stato approvato dal consiglio comunale, con un solo voto di scarto: nove favorevoli e otto contrari. La maggioranza si è definitivamente spaccata e il sindaco Vita ha potuto contare su una maggioranza risicata.
Senza il suo voto questa importante operazione di bilancio non sarebbe stata approvata. Ma anche se il suo voto gli ha evitato l’umiliazione della resa quanto accaduto non gli garantisce certo una navigazione tranquilla. Il mare è molto agitato.
La vicenda della piscina comunale si è trasformata in una farsa (avvocati, carabinieri, ricorsi, lucchetti, complotti, vigilantes, lavori fatti, soldi spesi e forse da restituire), il nuovo centro commerciale San Bernardo comincia a mostrare vistose crepe (modalità di esecuzione di alcuni lavori, imprese che devono prendere soldi, voci di possibili trasferimenti degli uffici comunali), la zona artigianale è diventato un mercato dove tutti possono fare tutto ignorando tranquillamente regolamenti comunali e controlli.
Per non parlare poi della farmacia comunale che distribuisce più ricorsi e denunce che medicinali. Non si tratta, come ripete il sindaco, delle solite false e maligne voci lasciate trapelare dai soliti “nemici”. Si tratta di fatti dimostrati e dimostrabili intorno ai quali, vista la confusione, l’amministrazione farebbe bene a fare chiarezza.
Farebbe bene soprattutto a mettere nero su bianco le cose fatte: quando, come e con chi. E’ chiedere troppo? Noi pensiamo di no! In un momento come questo dove il malcostume che imperversa nella società politica italiana sta distruggendo la fiducia dei cittadini nella cosa pubblica serve trasparenza e responsabilità.
Caro sindaco, i numeri sono l’essenza della democrazia. Non si possono ricordare solo quando fa comodo. Un voto potrebbe non bastare più, soprattutto se è il suo.
Pd di Nepi
