Riceviamo e pubblichiamo – Cari deputati e senatori della Tuscia e aspiranti tali, so che non servirà a niente, perché assai poco vi interessa del futuro dei vostri elettori e non mi sembra neppure che vi stiate impegnando per cambiare quella legge elettorale che un vostro omologo ebbe a definire una porcata, tuttavia vi scrivo lo stesso.
Vi scrivo per avvisarvi e per dare voce a chi non ha facoltà di farsi sentire, perché la misura è colma e voi siete responsabili di quanto accade nel Paese.
Di fronte allo smantellamento continuo dello stato sociale che non è mai stato perfetto ma pure funzionava e garantiva un minimo di dignità, di fronte allo spettacolo indegno del vostro malcostume che ha ridotto lItalia ad un bordello dove anche i servizi essenziali sono privi di logica e raziocinio, dove le prestazioni sanitarie private costano ai cittadini meno di quelle pubbliche, la giustizia non funziona ma guai ad intervenire a proposito, dove i treni normali non arrivano ma si violentano terre e popolazioni in nome dellalta velocità, dove le banche drenano denaro pubblico mentre usurano i clienti, dove la benzina costa come lolio doliva, voi ancora pensate di fare come vi pare?
L’ennesimo provvedimento di macelleria sociale del governo è fortemente iniquo e insopportabilmente ipocrita.
Voi lo sapete bene perché siete esperti: il calo irrisorio dell’Irpef nasconde, oltre a quell’aumento dell’Iva che ci avevano garantito non occorresse, misure pesanti, assunte di notte da carbonari per nascondere la vergogna.
Che cosa significa rimodulare le detrazioni fiscali già ce lo immaginiamo, cosa significhino invece ulteriori tagli alla sanità e la tassazione delle pensioni di invalidità accompagnate dalla riduzione di benefici per chi assiste i congiunti malati lo possiamo, al momento, soltanto temere.
Che per i dipendenti pubblici fosse confermato il blocco dei contratti fino al 2014 era quasi scontato ma che per il 2013-2014 non sarà erogata neanche l’indennità di vacanza contrattuale non è una cosa normale in un paese che si considerava la culla del diritto.
Potrei continuare ma la smetto qui per non farla troppo lunga e arrivo al dunque per dire a voi, a voi che avete rinunciato a governare, cioè ad assolvere al compito che vi siete assunti quando ci chiedeste di votarvi, a voi che avete preferito delegare ad un banchiere il ruolo che vi competeva piuttosto che indire nuove elezioni e presentarvi a noi con un programma per questa maltrattata Italia, quello che penso e che vi prometto:
Sappiate che chiunque in Parlamento voterà, con o senza fiducia, il decreto che il governo ha approvato questa notte non avrà mai il mio voto.
Angelo Allegrini
Ex segretario provinciale Pd autorottamato
