– Urla. Insulti. Divieti su qualsiasi cosa. Anche su una semplice uscita con le amiche.
La vita di una donna di circa cinquant’anni, residente a Viterbo, era diventata un inferno. Ecco perché, tre anni fa, dopo l’ennesima lite, ha denunciato il marito per maltrattamenti in famiglia.
Il processo è tuttora in corso al tribunale di Viterbo. I rapporti tra moglie e marito si sono appianati. Sono separati. Non abitano più insieme da tempo e si sono rifatti una vita. Ma la signora ha sofferto a ripercorrere in aula la sua travagliata vita di coppia.
“Litigavamo spesso – ha raccontato all’ultima udienza con la voce rotta -. Lui mi ricopriva di insulti: sgualdrina, puttana. Finché siamo stati insieme non ho mai avuto una vita sociale. Gli dava fastidio persino che venisse qualcuno a casa a prendere un caffè. Non sopportava niente”.
La donna ha detto di non essere mai stata picchiata. La violenza del marito si sarebbe limitata alle sole parole. Un continuo turpiloquio di offese, anche davanti ai figli.
Sul banco dei testimoni, anche un carabiniere e la vicina di casa. Entrambi concordi nel riferire che le liti tra i due coniugi erano all’ordine del giorno. Talmente accese da far intervenire più volte le forze dell’ordine, con urla e strepiti che risuonavano per tutto il palazzo. In almeno un’occasione la signora si sarebbe anche andata a rifugiare dalla vicina, col bambino, per paura del marito.
Il processo continua il 13 febbraio per ascoltare un testimone.
