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Dalla Russia con sapore

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La visita di Confcooperative a Tambov

La visita di Confcooperative a Tambov

Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Viterbo

Bruna Rossetti, presidente Confcooperative Viterbo

La visita di Confcooperative a Tambov

La visita di Confcooperative a Tambov

La visita di Confcooperative a Tambov

– Dalla Russia con sapore.

La crisi morde e per cercare nuovi spazi e opportunità, anche un viaggio nella fredda patria di Putin può scaldare un po’ i bilanci delle imprese viterbesi.

Nelle scorse settimane la presidente Confcooperative Viterbo Bruna Rossetti il presidente del consorzio Valori e sapori sono stati ospiti della camera di commercio di Tambov, comune di oltre 250mila abitanti e a 480 chilometri a sud di Mosca (fotogallery).

Tornando in Italia con buone prospettive di sviluppo per uno scambio commerciale e turistico.

“L’iniziativa – spiega Bruna Rossetti – non era partita da questo, anche se col senno del poi, viste le difficoltà che le aziende affrontano, a Viterbo e non solo, la cosa cade a fagiolo”.

Uno scambio fra realtà molto diverse.
“Abbiamo trovato una grande ospitalità e disponibilità. Lì ci sono un gruppo di grandi imprese, al contrario del viterbese. E’ una provincia come noi a vocazione agricola, anche portata avanti in modo più semplice. Ci sono grandi coltivazioni di patate e meleti e tanta necessità da parte loro di fare cose diverse, vedere nuove lavorazioni. All’inizio pensavamo di portare i nostri prodotti, commercializzare, ma poi siamo andati oltre, sarà un vero e proprio scambio”.

A breve i russi saranno ospitati a Viterbo.
“Faremo vedere loro le nostra lavorazioni, gli oleifici, gli agriturismo che loro non conoscono. Gli mostreremo il nostro consorzio d’ortofrutta, tra i più grandi d’Italia. Sono attratti dal prodotto Italia, è un paese emergente, c’è tanto spazio”.

Non solo il settore agricolo.
“Si possono mettere in piedi molte cose – continua Bruna Rossetti – le loro abitazioni per noi assomigliano a ricoveri agricoli, sono molto semplici, accanto però a grossi centri, alberghi. C’è una forte potenzialità per fare tutto”.

Un accordo vero e proprio ancora non è stato stipulato.
“Volutamente non lo abbiamo ratificato, vogliamo che prima vengano da noi a toccare con mano la nostra realtà”.

C’è propensione da parte delle cooperative locali ad andare fuori dai nostri confini?
“Se guidati nel modo giusto da un’associazione, sì. Dobbiamo essere bravi noi”.

C’è crisi, come se la cavano le aziende locali?
“Io credo che l’agricoltura sia il settore che più tra gli altri possa tenere. L’edilizia è in grossa difficoltà, per un piano casa regionale particolare e perché molte famiglie non possono permettersi l’acquisto di una nuova casa. Temo che avremo difficoltà anche nella cooperazione sociale, con sempre meno fondi pubblici”.

Ad aprile, dopo la loro visita, si torna a Tambov.
“Abbiamo già visitato molte aziende – conclude il presidente Confcooperative – loro non conoscono la cooperazione, torneremo con una delegazione più nutrita, sempre autofinanziandoci.

Ho visto un’industria dolciaria, allora pensavo, perché non utilizzare le nostre nocciole? Per loro significherebbe realizzare un prodotto di qualità diversa. Ho parlato con il direttore generale, si tratta di un sito importante che occupa mille persone”.


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