Riceviamo e pubblichiamo – All’ultimo consiglio comunale di Civitella d’Agliano si è votato per il riconoscimento della legittimità di un debito fuori bilancio. Debito derivante da sentenza esecutiva e, in questo caso la valenza della delibera consiliare non poteva riguardare la sua “legittimità” del debito, avendone già un giudice acclarato l’esistenza e la validità.
La questione è stata chiarita da una deliberazione delle sezioni riunite della Corte dei conti per la regione siciliana, che ha precisato che l’ente, in questi casi, può addirittura procedere al pagamento di detto debito, prima della deliberazione consiliare di riconoscimento.
Di conseguenza l’unico margine che aveva il consiglio comunale era quello di collocare o meno all’interno del bilancio (ossia di pagarlo con i soldi di tutti) un fenomeno che è maturato al suo esterno.
Ma vediamo di capire, nello specifico, come è maturato.
La proprietaria di un’azienda agricola situata nel Comune di Graffignano e confinante con quello di Civitella, aveva chiesto di acquisire, come suo diritto, copia dello schema di convenzione sottoscritta tra il Comune e una società per la realizzazione di un parco eolico;
Nel termine dei trenta giorni previsti dalla legge il Comune non rilascia gli atti e non ne comunica il motivo alla richiedente. La richiedente ricorre al Tar del Lazio. Il 14 gennaio 2011 il Tar si pronuncia e ordina al Comune (che non ha nemmeno tentato di difendersi costituendosi in giudizio) di provvedere al rilascio degli atti e lo condanna al pagamento di mille euro.
L’atto viene acquisito in comune l’11 aprile 2011 ma nulla accade. Il 3 marzo 2012 è notificato al Comune un atto di precetto con il quale viene intimato entro dieci giorni oltre al pagamento dei mille euro, se ne aggiungono altri 462,89. A luglio 2012 il consiglio approva il conto consuntivo 2011 come se nulla di tutto ciò fosse mai accaduto e viene certificata l’assenza di debiti fuori bilancio.
Solo il 4 ottobre 2012 la questione viene sottoposta all’attenzione del consiglio, al quale si chiede di ripianarlo con l’avanzo di amministrazione. Come lista “Sinistra Unita” riteniamo che una decisione del genere non possa essere avvallata in quanto si andrebbe a pagare con i soldi dei contribuenti civitellesi un debito causato solo da una reiterata negligenza amministrativa:
– nel non permettere l’accesso agli atti senza darne motivazione (atteggiamento frequente anche nei confronti dei consiglieri di minoranza);
– nel non costituirsi in giudizio e, a seguito di ciò, non prevedere nemmeno cautelativamente una somma per un’eventuale (e prevedibile) condanna;
– nell’aver nascosto al consiglio comunale (ancora una volta) e per così tanto tempo (oltre 17 mesi) un documento così importante.
Per quanto detto “Sinistra Unita” si batterà affinché, almeno per una volta, paghi chi ha sbagliato: che il debito, legittimo, non venga iscritto in bilancio ma venga attribuito a chi, col proprio comportamento contrario ai principi di correttezza, legalità, economicità e trasparenza, lo ha causato.
Apprezziamo quindi, da questo punto di vista, la presa di posizione degli altri consiglieri di minoranza. Facciamo però fatica, come sempre, a collegare le intenzioni con le azioni: perché in consiglio hanno poi dato voto favorevole?
Sinistra unita Civitella d’Agliano
