– Dopo gli Amici di Maria di Filippi, arrivano gli amici di Brachetti e gli amici di Santucci.
Sarebbero due, identici nella sostanza (in entrambe si chiede la rimozione del segretario provinciale Romoli, del presidente Bigiotti e l’arrivo del commissario), i documenti firmati da 45 del coordinamento provinciale Udc e già (si dice) nelle mani del segretario nazionale Lorenzo Cesa. E adesso è guerra.
Gli uomini vicini all’assessore provinciale Santucci sferrano un duro colpo alla parte avversa che fa capo al consigliere regionale Gigli.
Nel coordinamento sono in 68 e la maggioranza è di 35. Quindi i sottoscrittori sono più che sufficienti per invocare l’arrivo del commissario, sfiduciando il segretario Alessandro Romoli.
Con una validissima motivazione, reciterebbe il documento: “Riportare unità e serenità nel partito”. Non c’è dubbio che pace e concordia torneranno seduta stante. I primi risultati già si vedono. Ce n’è già uno che è già Felice, peccato che faccia Casini (solo di cognome, per carità).
Sullo sfondo la crisi squisitamente politica, ma mascherata per amministrativa, innescata in provincia, dove i consiglieri del gruppo si sono autosospesi. Vogliono rimescolare le carte. Ovvero, siccome gran parte, se non tutti, sono pro Gigli, non dispiacerebbe loro far uscire dalla giunta Santucci e già che ci sono anche Vita, mettendone altri due più rappresentativi e allineati.
Ma siccome a un’azione corrisponde una reazione uguale e contraria, la risposta è stata la sfiducia firmata dai quarantacinque temerari. Che devono subire, non senza Meraviglia (Alfio), l’ira funesta di Rodolfo Gigli, politico che ha superato indenne la prima repubblica approdando alla seconda.
Non ci ha messo molto a replicare: la lettera non esiste e da Roma non ci pensano proprio a commissariare la direzione provinciale Udc. Colpo di scena?
“Dov’è questa lettera – si domanda Gigli rispondendo a Tusciaweb -. Il fatto che siano 45 membri del direttivo su 68 che hanno firmato una mozione di sfiducia è solo una bugia tra le tante. C’è qualcuno che fa l’imbroglione di professione, sperando di creare confusione per far prevalere le proprie ambizioni personali”.
E chi sarà mai? Forse Santucci? Mi sa di sì. “E’ solo la richiesta di un gruppo di amici di Gianmaria Santucci – precisa Gigli – tanto per essere chiari, per commissariare il partito”.
Da una parte già danno per scontato il commissariamento con tanto di nome di chi arriverà (Renzo Lusetti) e dall’altra l’esatto contrario. Con tanti Galli (non solo Francesco) a cantare, non si fa mai giorno.
Che non ci fosse altra via al commissariamento, ne è convinto il capogruppo Udc in Comune Paolo Barbieri. Ma a palazzo dei Priori è tutta un’altra storia. Qui i consiglieri, forse a parte Maurizio Tofani, sono tutti di fede santucciana.
“Mi dispiace per Alessandro Romoli – dice Barbieri – con il quale sono legato da un ottimo rapporto e ho stima di lui, ma a cinque mesi dalle elezioni comunali e a novanta giorni da quelle regionali una spaccatura interna l’Udc non se la poteva proprio permettere”.
Giuseppe Ferlicca
