Riceviamo e pubblichiamo – L’inizio delle opere di lottizzazione a San Lazzaro, quello prossimo nell’area del consorzio agrario Teverina, e la vicenda Itet (che intende spostare i 90mila metri cubi per il parco alberghiero turistico dall’aerea termale delle Zitelle al Barco-Palanzana, trasformandoli in edilizia residenziale alias nuova speculazione e nuovo scempio del territorio), il cui esito finale è ancora molto incerto, impongono una riflessione collettiva sulla regolamentazione dell’attività edilizia nella città di Viterbo.
Le responsabilità politiche per il modo nel quale è stato governato il territorio cittadino sono trasversali e in parte risalenti nel tempo.
Il piano regolatore generale, l’atto fondamentale di governo urbanistico, fu redatto ed approvato nella prima metà degli anni settanta sotto l’amministrazione di Rodolfo Gigli e stimava in 100mila i futuri abitanti del capoluogo, calibrando su tale improponibile prospettiva demografica gli interventi edilizi da realizzare.
Nei decenni successivi il ceto politico viterbese ha governato Viterbo a colpi di varianti al piano regolatore, di lottizzazioni e di piani integrati, alimentando una spirale di bulimia edilizia che si è divorata la città ed il suo territorio.
Sono passati quasi quarant’anni dall’approvazione del Prg, Viterbo con tutte le frazioni supera di poco i 60mila residenti, mentre gli immobili edificati basterebbero per 100mila.
Non è certo intenzione della classe politica viterbese mutare atteggiamento.
Altri piani integrati, altra cubatura indiscriminata, sono nei progetti delle principali forze politiche viterbesi.
Nella prospettiva delle imminenti elezioni amministrative comunali riteniamo indispensabile che i movimenti civici che hanno realmente a cuore il futuro di Viterbo promuovano un programma elettorale che in tema di edilizia sviluppi alcuni punti essenziali:
– Assuma il criterio della “cubatura zero”, che rimanda ad un uso calibrato del territorio sui reali bisogni, già adottato con successo dall’attuale amministrazione di Firenze, come regola di base per l’uso futuro di ciò che rimane del territorio cittadino, derogabile solo in casi di evidente interesse generale.
– Promuova l’adozione di un nuovo Prg, che pur prendendo atto dei danni irreversibili inferti alla città da decenni di politica edilizia e di atti amministrativi insensati, superi il modus operandi degli atti estemporanei, dotando Viterbo di uno strumento edilizio al passo con le esigenze della comunità.
– Ponga fine all’uso strumentale e smodato dei piani integrati, che da procedimento straordinario per la promozione di indispensabili opere di interesse pubblico, è divenuto un banale meccanismo per giustificare nuova cubatura.
– Adotti programmi di “Social housing”, finalizzati a contribuire a risolvere il problema abitativo nelle situazioni di svantaggio economico/sociale attraverso affitti calmierati.
– Si attivi una vera riqualificazione del centro storico rispettando volumi esistenti e paesaggio.
Paola Pascolini
Rossella De Paola
Coordinatrici di “Insieme per Viterbo democratica”
Angelo Cavallo
Ovidio Cusi
Sergio Del Citto
Salvatore Gionfrida
Andrea Maggi
Carlo Mezzetti
Agostino Moscatelli
Alessandro Napoli
Luciano Osbat
Gianfranco Quatrini
Anna Rita Ricci
Claudio Rispoli
Paolo Stavagna
Walter Tosches
Vilma Usai
